Andrea Tavernier autoritratto

Tavernier Andrea (1858-1932). Biografia. Quadri in vendita.

andrea-tavernier-autoritrattoAndrea Tavernier nacque a Torino nel 1858.

A vent’anni si iscrisse all’Accademia Albertina seguendo i corsi  di prospettiva e architettura elementare, tenuti da Federico Moja, e quelli di disegno di figura di Enrico Gamba e di Celestino Gilardi.

Nel 1884 presentò all’Esposizione Nazionale di Torino il quadro Aure primaverili.

Nel 1885 concluse gli studi all’Albertina aggiudicandosi, nell’anno 1884-’85, la medaglia d’oro per la Pittura.

Partecipò alle esposizioni torinesi fino al 1923 e alle Mostra del Circolo degli Artisti tra il 1885 e il 1916.

Tavernier nel ‘97 ottenne l’incarico di professore aggiunto straordinario all’Accademia torinese grazie a Celestino Gilardi, che lo aveva sempre apprezzato per la serietà e valore professionale.

Rimase in carica fino al 23 marzo 1903.

Nel 1900 Settembre ricevette  la medaglia d’argento all’Esposizione Universale di Parigi.

Nel 1909 espose per la prima volta all’Internazionale di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Roma il quadro Mattino a Lignod, presentato alla Quadriennale torinese dell’anno precedente, e l’inedito  dipinto Egloga.

Dal 1899 al 1922 Andrea Tavernier  partecipò alle Biennali veneziane.

Morì a Grottaferrata il 16 novembre 1932.

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Casciaro Giuseppe (1863-1941). Biografia. Quadri in vendita.

Giuseppe-Casciaro-autoritrattoGiuseppe Casciaro nacque a Ortelle nel 1863.

Si iscrisse nel 1883 all’Istituto di Belle Arti di Napoli sotto la guida di Stanislao Lista e Gioacchino Toma.

Dopo L’esordio nel 1887 con undici pastelli alla Promotrice “Salvator Rosa”, frequentò gli studi di Domenico Morelli e Filippo Palizzi, esponendo costantemente alle Promotrici fino al 1911.

A seguito all’incontro con Francesco Paolo Michetti perfezionò la tecnica del pastello.

Tra il 1892 e il ‘96 fu in contatto con Giuseppe De Nittis e conobbe il mercante d’arte Goupil, grazie al quale cominciò ad apprezzato anche a livello internazionale.

Nel 1896  Giuseppe Casciaro tenne una mostra personale alla Galerie des Champs Elysée.

Partecipò, quindi, a mostre collettive a Parigi, Vienna, Monaco, Londra, Santiago, Madrid Barcellona, Buenos Aires e Bruxelles.

Nel 1906 espose 52 opere alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano in occasione dell’inaugurazione della Galleria del Sempione.

Lo stesso anno, grazie alla notorietà raggiunta, fu insegnante per la tecnica di pastello dalla Regina Elena e dalle figlie.

Nel 1913 Casciaro  diventò professore all’Istituto di Belle Arti di Urbino.

Morì a Napoli nel 1941.

 

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Egisto Ferroni ritratto

Ferroni Egisto (1835-1912). Biografia. Quadri in vendita.

Egisto-Ferroni-fotoEgisto Ferroni nacque a Lastra a Signa nel 1835.

Dopo essersi iscritto, nel 1851, all’Accademia di Firenze, sotto la guida di Enrico Pollastrini e Stefano Ussi,  Ferroni esordì alla Promotrice di Firenze del 1863  con il Ritorno dalla fiera che inaugurò il filone di pittura campestre al quale egli fu poi sempre fedele.

Nel 1875 andò a Parigi con Giovanni Fattori, Niccolò Cannicci e Francesco Gioli, dove rimase influenzato, soprattutto, da Jules Breton e Jules Bastien-Lepage capaci di elevare la realtà contadina ad una dimensione elegiaca e monumentale.

In quest’ottica presentò all’Esposizione Nazionale di Torino del 1880 Alla fontana.

Realizzò  inoltre il ciclo di pannelli decorativi per la villa ad Arezzo di Gioacchino Herts, conte di Frassineto.

Nel 1882 diventò professore dell’Accademia di Firenze, per passare poi a quella di Bologna e di Milano.

Nel 1897 espose alla II Biennale veneziana Amori Santi.  Partecipò poi  al Concorso Alinari del 1899-1900 con Giovane mamma e a quello per la Divina Commedia con un unico intervento sul III canto del Paradiso.

Negli ultimi anni si dedicò al disegno per la decorazione su ceramica nella manifattura del figlio Arrigo.

Morì a Firenze nel 1912.

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Faldi Arturo (1856-1911). Biografia. Quadri in vendita.

Arturo Faldi nacque a Firenze il 27 luglio 1856.

Frequentò la locale Accademia di Belle Arti seguendo i corsi di Michele Gordigiani e Giovani Muzzioli.

Su suggerimento di Stefano Ussi, iniziò sin da giovanissimo a riprodurre soggetti storici e biblici.

Tra le prime opere esposte nel 1878 alla Triennale dell’Accademia di Brera si ricordano: Giuseppe venduto a Putifarre , Atirte che predice le prime vittorie a Sesostri e infine Faraone giudicato dal popolo.

Arturo Faldi presentò quest'ultimo dipinto insieme a La trecciaola al Salon di Parigi del 1881.

Il successo riscosso da quest’ultima lo spinse ad abbandonare la pittura storico-biblica per dedicarsi a quella verista, basata sulla riproduzione della natura.

Nel 1882 realizzò Nell’orto e Mi prendi in collo, inviandoli all’Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Roma.

Nel 1894 ottenne la cattedra di Figura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, di cui  divenne direttore nel 1910.

Sulla scia della raffigurazione della campagna fiorentina, sospesa in un’atmosfera di quiete e poesia, nel 1896 Faldi partecipò all’Esposizione Internazionale di Berlino con Inverno in Toscana, che gli valse la medaglia d’oro.

L’opera venne esposta nuovamente alla Biennale di Venezia del 1897.

Nel 1900  Arturo Faldi partecipò con Ave Maria al concorso Alinari dedicato all’iconografia mariana.

Nell 1901  fu tra i membri della giuria del concorso per l’illustrazione della Divina Commedia.

Morì a Firenze il 24 marzo 1911.

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Carelli Raffaele (1795-1864). Biografia. Quadri in vendita.

Raffele Carelli nacque a Monopoli nel 1795.

Nel 1815, giunto a Napoli, frequentò lo studio del restauratore Ciappa, grazie al quale conobbe il poeta Gioacchino Ponte che lo presentò ai suoi futuri mecenati, i Beurghinon e i Meuricoffee.

Nel 1819 e nel ‘20 frequentò assiduamente gli studi di Huber e di Pitloo.

Strinse amicizia con Giacinto Gigante, Achille Vianelli e Gabriele Smargiassi.

Raffaele Carelli partecipò nel 1826 e nel ‘30 alle esposizioni realizzate al Palazzo del Real Museo Borbonico e nel ‘33 vinse la medaglia d’oro con il dipinto Terrazza dei Cappuccini a Sorrento.

Nominato professore onorario dell’Istituto di Belle Arti, nel 1834 e nel ‘39 accompagnò il Duca di Devonshire in Sicilia e in Oriente.

Negli ultimi anni si dedicò all’insegnamento e all’antiquariato.

Morì a Napoli nel 1864.

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Cappiello Leonetto (1875-1942). Biografia. Quadri in vendita.

Leonetto-Cappiello-autoritrattoLeonetto Cappiello nacque a Livorno il 9 aprile 1875.

Avviato agli studi tecnici, scoprì ben presto la passione per l’arte iniziando, intorno alla metà degli anni ottanta, a dipingere.

Nel 1886 eseguì due ritratti, Volto di vecchio e Vecchio marinaio,.

Quattro anni più tardi Leonetto Cappiello   partecipò all’Esposizione di Belle Arti di Firenze con quattro tele in cui l’insegnamento tardo macchiaiolo si fonde con le sperimentazioni cromatiche di matrice parigina.

Nel ‘97 raggiunse il fratello a Parigi, dove conobbe Giacomo Puccini che stava riscuotendo un grande successo con la rappresentazione all’Opéra Comique della Bohème.

Per il periodico umoristico “Le Rire” eseguì il ritratto del compositore lucchese.

Accrescendo la propria notorietà, iniziò a collaborare come illustratore con le maggiori riviste francesi.

Nel frattempo continuò ad esporre in Italia, e più in particolare  a Venezia nel 1914 e nel ’22, e a Milano nel 1926, dove inviò al Palazzo della Permanente tre dipinti, tra cui L’arlecchino ferito, oltre ad alcune litografie e tempere.

Negli anni Trenta consolidò la fama in Francia, grazie soprattutto, all’intensa produzione di affiches e caricature, presentate ad importanti rassegne.

Morì a Cannes nel 1942.

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Piero Marussig in foto

Marussig Piero (1879-1937). Biografia. Quadri in vendita

piero-marussig-foto-prontaPiero Marussig nacque a Trieste nel 1879.

Iniziò gli studi artistici alla Scuola Industriale locale sotto la guida di Eugenio Scomparini.

Nel 1898 si recò a Monaco dove frequentò i corsi dell’Accademia di Belle Arti sino al 1901. Rientrato a Trieste vi rimase due anni, per trasferirsi a Roma nel 1903, dove, visitando i musei, ebbe modo di studiare i grandi maestri del passato e di apprezzare, in particolare, le doti artistiche di Tiziano.

Nel 1905 si recò a Parigi, dove rimase affascinato dalla pittura di Van Gogh, Gauguin e di Matisse.

L'anno successivo  fu presente per la prima volta all’Esposizione Universale di Milano, lo stesso anno acquistò Villa Chiadino nella campagna triestina, dipingendo en plein air circondato dagli affetti familiari e da amici letterati e pittori.

Quattro anni più tardi  partecipò alla mostra della Secessione viennese, ripetendo l’esperienza nel 1911, ‘12 e ‘14.

Prese parte, nel 1913,  all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Napoli e l’anno successivo organizzò la prima personale alla galleria Cassirer di Berlino.

Nel 1919 espose alla Quadriennale di Torino e, visto anche l’interesse dimostrato dalla critica in occasione di un’antologica alla Galleria Vinciana di Milano, nel 1920 si trasferì nel capoluogo lombardo.

Qui entrò in contatto con Margherita Sarfatti e con gli artisti e intellettuali che ne frequentavano il salotto.

Nel 1922 espose presso Bottega di Poesia in una collettiva con Achille Funi, Ubaldo Oppi, Mario Sironi, Leonardo Dudreville,  Anselmo Bucci, Emilio Malerba; questi,  con l’aiuto della Sarfatti e del gallerista Lino Pesaro, crearono il gruppo Novecento.

Dal 1923 prese parte alle esposizioni nazionali ed internazionali organizzate dalla Sarfatti e, nel 1926, quando venne rifondato il gruppo con il nome di  “Novecento italiano”, Marussig entrò nel comitato direttivo.

Nel 1930, con Achille Funi e lo scultore Timo Bortolotti, aprì una scuola d’arte ispirata all’organizzazione delle antiche botteghe d’arte.

Espose per l’ultima volta alla Biennale veneziana nel 1936.

Morì per cirrosi epatica l’anno successivo a Pavia.


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Carelli Consalvo (1818-1900). Biografia. Quadri in vendita.

Consalvo Carelli nacque a Napoli nel 1818.

Appresi i primi rudimenti dell’arte dal padre Raffaele, si perfezionò con l’inglese William Leicht nella pratica dell’acquerello, tecnica indispensabile per la riproduzione della pittura antica e l’esecuzione dei paesaggi dal vero.

Nel 1830, appena dodicenne, espose alla Mostra borbonica due opere a seppia; tre anni più tardi ottenne la medaglia d’argento di II classe con Piazza della Vicaria, mentre nel 1835 quella di I classe.

Nel 1837 quando ancora era solito firmare come “Carelli figlio” riuscì a vendere al Re due paesaggi, di cui una Veduta di Cava.

Nello stesso anno si trasferì a Roma, dipingendo dal vero la campagna circostante e frequentando l’Accademia di Francia e Bartolomeo Pinelli.

Tra i dipinti realizzati in questo periodo si ricordano: Tempio di Vesta a Roma, Studio della via d’Albano e Campo vaccino.

Dal 1841 al ‘45 soggiornò a Parigi con un permesso speciale della Regina.

Qui espose con successo ai Salon, ottenne onorificenze e importanti commissioni dai ministeri francesi e dall’aristocrazia locale, accrescendo così la sua notorietà anche all’estero.

Tornato a Napoli partecipò assiduamente alle mostre del Regio Istituto di Belle Arti con numerose vedute ad olio e acquerelli di Napoli, Palermo e Roma.

Nel 1845 l’ambasciatore russo Potoky gli commissionò due paesaggi: Napoli dai giardini reali di Portici e Napoli dai Camaldoli.

Carelli partecipò alle cinque giornate di Milano, avendo modo di conoscere d’Azeglio, e alle battaglie sul Volturno.

Illustrò il Viaggio da Napoli a Roma dell’amico Alessandro Dumas padre ed eseguì un album sulla storia del brigantaggio meridionale, attualmente presso la Biblioteca Reale di Torino.

Nel 1856 con Nicola Palizzi e suo fratello Gabriele divenne socio onorario del Regio Istituto di Belle Arti di Napoli, nel ‘69 ricevette l’incarico di maestro di pittura della Regina Margherita e nel ‘74 fu nominato professore presso l’Accademia di San Luca.

Morì a Napoli nel 1900.

 

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Stefano Ussi caricatura

Ussi Stefano (1822-1901). Biografia. Quadri in vendita.

Stefano-Ussi-caricatura-prontaStefano Ussi nacque a Firenze nel 1822. Seguì le lezioni di Enrico Pollastrini e Giuseppe Bezzuoli all’Accademia cittadina dedicandosi alla pittura storica e biblica. Volontario nella battaglia di Curtatone e Montanara nel 1848, dopo essere stato imprigionato,  fu condotto nel carcere austriaco di Theresienstadt. Da quest’esperienza trasse ispirazione per L’esule che dall’Alpe guarda l’Italia e Ritratto del giovane volontario. Rientrato in Italia nel ‘49 vinse con la Resurrezione di Lazzaro il concorso triennale indetto dall’Accademia fiorentina.

Dal 1851 cominciò a partecipare alle esposizioni della Società Promotrice di Firenze presentando L’esule, attualmente conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nel 1852 partecipò alla decorazione degli ambienti del Caffè Michelangiolo, ritrovo dei Macchiaioli. Dopo aver vinto il pensionato accademico, nel ’55 si trasferì a Roma, frequentando la Scuola Libera del Nudo all’Accademia di Francia. Con La cacciata del duca d’Atene partecipò, nel 1861, alla prima Esposizione Nazionale di Firenze.

Oltre che pittore di scene storiche e bibliche, Ussi fu anche uno dei maggiori esponenti della corrente orientalista. Nel ‘69 si recò in Egitto in occasione dei festeggiamenti per l’apertura del canale di Suez e, su richiesta del Pascià, eseguì Il pellegrinaggio alla Mecca presentato all’Esposizione Internazionale di Vienna del 1873. Due anni più tardi si spostò in Marocco assieme all’amico Cesare Biseo, con il quale si dedico alla realizzazione delle illustrazioni per il libro Marocco di Edmondo De Amicis.

In tarda età tornò alla pittura storica, realizzando, tra gli altri, il quadro L’Angelo d’Italia che porta in cielo un martire della libertà (1873). Morì a Firenze nel 1901.

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Bossoli Carlo (1815-1884). Biografia. Quadri in vendita.

Carlo-Bossoli-autoritrattoCarlo Bossoli nacque a Lugano nel 1815.

Grazie ad una spiccata inclinazione per disegno, manifestatasi precocemente, abbandonò l’impiego di commesso presso un libraio per seguire gli insegnamenti di Nannini, pittore scenografo romagnolo.

Molto apprezzato dalla società altolocata, ricevette la prima commissione nel 1833 realizzando quattro vedute per una contessa di Odessa, città nella quale aveva trascorso l’infanzia.

Tra i suoi estimatori vi furono anche  i principi Voronkov che, nel 1839, lo spinsero a visitare le rovine di Roma e il paesaggio napoletano, dove entrò in contatto con la Scuola di Posillipo.

Rientrato ad Odessa nel 1840, soggiornò a lungo in Crimea, presso la residenza del principe Voronkov.

Tre anni più dopo tornò in Italia, sostando dapprima a Milano e poi a Torino.

Il desiderio di rinnovarsi lo portò a intraprendere numerosi viaggi, grazie ai quali conobbe realtà diverse, puntualmente registrate in schizzi e disegni su taccuini poi sviluppati in dipinti destinati ad una facoltosa clientela.

Nel 1850 fu in Inghilterra, Scozia e Irlanda, l’anno seguente visitò Spagna e Marocco e, nel ’67, si recò nei paesi nordici e nell’Europa centrale.

Negli anni Cinquanta si cimentò nuovamente nella tecnica litografica, già sperimentata a Odessa.

Nel ‘51 pubblicò a Torino un album con 12 Vedute della città; due anni dopo a Londra uscì la serie di incisioni tratte dai dipinti dedicati ai luoghi delle nuove ferrovie piemontesi e nel ‘56, sempre a Londra, pubblicò le sue Vedute di Crimea.

Nelle guerre del 1859 e del 1860 accompagnò le truppe del Re di Sardegna con il compito di rappresentare le battaglie e i paesaggi.

Morì a Torino nel 1884.

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