Dal 18 settembre 2014  al 18 gennaio 2015 a Palazzo Reale di Milano si terrà un’ampia retrospettiva di  Giovanni Segantini.

Nella circostanza saranno esposte 126 opere suddivise in sezioni tematiche.

Una scelta  resasi necessaria al fine di  mostrare  quanto fosse importante per il grande pittore divisionista la storia da narrare e, soprattutto, la complessa genesi dei suoi dipinti attraverso vari processi  di rielaborazione.

Molto ampia la sezione dedicata al tema contadino (presente il grandioso «Alla stanga» del 1886, apprezzabile dopo il restauro  e accostato nell’occasione al disegno di Praga).

Ma, come dichiara la curatrice Annie Paul Quinsac in un’intervista rilasciata ad Ada Masoero nel numero di settembre del Giornale dell’Arte,  «il paesaggio prende subito il sopravvento sulla presenza umana per effetto del suo panteismo naturalista: già nel brianteo «A Messa prima» la tonalità è simbolista. Segantini qui dà voce alla religiosità degli umili, che è al centro della sezione «Natura e Simbolo», dove tra altri capolavori dipinti già in Svizzera, c’è la celeberrima «Ave Maria a trasbordo» (1886) con i disegni precedenti e successivi».

 

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