Morandi Giorgio (1890-1964). Biografia. Quadri in vendita.

giorgio-morandi-autoritrattoGiorgio Morandi nacque a Bologna nel 1890. Nel 1907 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti, dove si diplomò nel ‘13. L’anno seguente espose alla Galleria Sprovieri assieme ai Futuristi con i quali, tuttavia, i contatti furono piuttosto marginali. Egli infatti, a differenza di quest’ultimi poté partecipare alla II Mostra della Secessione romana. All’attività pittorica affiancò quella di insegnante di disegno nelle scuole elementari. Allo scoppio della guerra andò  combattere, anche se, a causa di una grave malattia tornò presto a casa; trascorse così gli anni del conflitto dedicandosi completamente alla pittura. Nel 1916-‘17 conobbe Filippo de Pisis e Giuseppe Raimondi che lo introdussero nel circolo di intellettuali gravitante attorno alla rivista “La Ronda”. Tra il 1818 e il ‘19 dipinse alcune nature morte molto simili per la   compattezza della materia e la stesura del colore alle opere di De Chirico e Carrà.

Dal 1926 espose alle rassegne di Novecento italiano e realizzò una serie di disegni e di incisioni per “L’Italiano”di Leo Longanesi e “Il Selvaggio”di Mino Maccari. Nel 1928 fu invitato a esporre alla Biennale di Venezia, dove sarebbe tornato anche nelle edizioni successive. Negli anni Trenta il suo successo aumentò notevolmente anche grazie alla partecipazione alle maggiori esposizioni nazionali ed internazionali. Nel ‘30, grazie alle abilità di acquafortista, senza aver vinto alcun concorso, ottenne la cattedra di Tecniche dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, mantenuta sino al 1956.

Durante la Seconda Guerra Mondiale si rifugiò a Grizzana, sugli Appennini, dipingendo numerosi paesaggi. Nel 1948 ottenne il primo premio per la pittura alla Biennale veneziana, nel ‘53 il premio per l’incisione ed, infine, il premio per la pittura alla Biennale di San Paolo del 1957. Mori a Bologna nel 1964.

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Maggi Cesare (1881-1961). Biografia. Quadri in vendita

cesare-maggi-autoritrattoCesare Maggi nacque a Roma il 13 gennaio 1881 durante una tappa della tournée teatrale dei genitori.

Giovanissimo cominciò a frequentare lo studio di Vittorio Corcos a Firenze; seguì poi a Napoli i corsi di Gaetano Esposito.

Dopo un breve viaggio a Parigi, dove fu allievo di Fernand Cormon, si trasferì a Torino iscrivendosi  all’Accademia Albertina.

Noto soprattutto per le raffigurazioni di paesaggi di alta montagna, si dedicò con successo anche al ritratto.

Esordì nel 1898 alla mostra annuale fiorentina della Società di Belle Arti.

Colpito dai dipinti di Segantini, che ebbe modo di ammirare alla mostra commemorativa del 1899, sperimentò la tecnica divisionista, lavorando in Engandina nel tentativo di emularne la pittura.

Nel 1901 stipulò un contratto con la galleria di Alberto Grubicy (interrotto nel 1904) grazie al quale, un anno più tardi, poté allestire la prima personale presso la Società per le Belle Arti di Milano.

Nel 1905 partecipò alla Biennale di Venezia con Mattino in festa, acquistato dalla New South Wales Gallery di Sidney.

Nell’edizione successiva vendette La prima neve alla Galleria d’Arte Moderna di Roma,  dopo una lunga  contesa tra il museo romano e  il Museo Revoltella di Trieste.

Nel 1903 vinse il premio Fumagalli con il quadro La montagna, intensificò, inoltre, la presenza alle rassegne ufficiali tra cui la Promotrice di Firenze (1907), dove presentò

Almeno c’è il fuoco e le Biennali, esponendovi ininterrottamente dal 1905 al ‘26.

Nel 1910 ottenne la medaglia d’oro a Monaco con Thuile d’inverno, che  l’anno seguente gli valse la targa d’argento del Club Alpino di Torino.

Dal 1912 al ‘40 tenne numerose mostre personali.

Nel 1914 vinse il premio Cremona con Italica Gens.

Nel ‘35 fu nominato professore supplente all’Accademia Albertina; divenuto ordinario l’anno successivo, mantenne l’incarico fino al 1952.

Dopo il pensionamento non abbandonò, comunque, l’attività didattica continuando a ricevere gli allievi nel suo studio sino alla morte nel 1961.

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Lupo Alessandro (1876-1953). Biografia. Quadri in vendita.

Lupo-Alessandro-AutoritrattoAlessandro Lupo nacque a Torino nel 1876. Iscrittosi alla facoltà di legge, contemporaneamente ai corsi tenuti all’Accademia Albertina frequentò lo studio del pittore Vittorio Cavalleri. Debuttò alla Società Promotrice delle Belle Arti di Torino del 1901 con tre impressioni dal vero che ottennero i favori della critica e del pubblico. Partecipò, quindi, alle Quadriennali torinesi del 1902 e del 1906, alle mostra annuali della Promotrice e del Circolo degli artisti e a numerose esposizioni pubbliche nazionali ed internazionali. Nel 1914 si presentò al Salon des Artistes a Lione e, in più occasioni, al Salon di Parigi.

Artista versatile, fu autore di vedute alpine, scorci di mercato e paesaggi con cavalli. Dipinse in Piemonte, in Valle d'Aosta, in Lombardia, a Capri, a Venezia e sull'isola di Ponza. Nel ‘25 tenne a Genova una mostra personale con quarantacinque opere, perlopiù studi e impressioni dal vero eseguiti a Gressoney La Trinité come Bucato mattutino, Ultimi raggi e Tempo splendido. Nel maggio del ‘33 in una mostra presso Bottega d’Arte di Livorno presentò quasi cento dipinti fra cui i caratteristici Mercati, che riscossero grande successo. Morì a Torino il 22 giugno 1953.

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Guadagnucci Gigi (1915-2013). Biografia. Sculture in vendita.

gigi-guadagnucci-scultore-Gigi Guadagnucci nacque a Castagnetola (Massa) nel 1915.

Seguendo la tradizione familiare cominciò a lavorare il marmo da giovanissimo, facendo pratica presso il laboratorio Soldani.

Nei  soggetti funerari si distinse per la capacità di realizzare le opere senza l’utilizzo di modelli.

Nel 1936, lasciata l’Italia per motivi politici, si stabilì a Grenoble, alternando il lavoro plastico alla pratica del disegno.

Suoi maestri, nonché fonte d’ispirazione,  furono Auguste Rodin, Aristide Maillol e Donatello.

Allo scoppio della guerra si arruolò nella legione straniera e, dopo la sconfitta della Francia, partecipò alla Resistenza.

Tornato a Massa nel 1950, vi rimase tre anni prima di stabilirsi a Parigi dove, per un ventennio, partecipò attivamente al fervore artistico di Montparnasse.

Qui frequentò Gino Severini, Alberto Giacometti ed altri artisti emergenti.

Nel ‘58  espose le prime opere alla Galerie Colette Allendy, suscitando grande ammirazione nel pubblico e nella critica.

Iniziò così una fortunata presenza sulla scena artistica parigina.

Mantenne, tuttavia, stretti legami con i luoghi d’origine acquistando una casa nel piccolo paese di Bergiola.

Nel 1967 prese parte  alla V Biennale di Scultura Internazionale di Carrara e al Symposium Internazionale per le Olimpiadi della neve a Grenoble.

L’esecuzione di una grande scultura destinata al cittadino Parc Paul Mistral, gli aprì la strada verso una numerosa serie di commissioni pubbliche per opere monumentali.

L’invito alla rassegna carrarese lo riavvicinò, invece, all’Italia  per l’opportunità di frequentare i grandi protagonisti della scultura.

Cominciò a dedicarsi, soprattutto, ad opere monumentali per complessi scolastici e centri universitari, diradando la presenza alle mostre.

Nel ‘77 vinse il premio Bourdelle, avendo l’opportunità di allestire l’anno successivo una grande rassegna negli spazi del noto museo parigino.

Nell’80 a causa di un’infiammazione al braccio utilizzò la tecnica del bassorilievo.

In questo periodo conobbe  lo storico lucchese Pier Carlo Santini.

Negli anni Ottanta intensificò la partecipazione alle mostre straniere, viaggiando in Europa e in America.

Nel 1983  sentì il bisogno di tornare definitivamente in Italia.

Il Palazzo Comunale di Massa, tre anni più tardi, istallò  una sua grande scultura.

Poco dopo  la stessa Provincia gli commissionò un bassorilievo di circa cinque metri destinato alla Sala della Resistenza del Palazzo Ducale.

Nel 1993 gli fu  dedicata dal Comune una grande retrospettiva al Castello Malaspina.

Gigi Guadagnucci morì nel 2013 morì nell’abitazione-atelier di Bergiola.

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Grubacs Giovanni (1830-1919). Biografia. Quadri in vendita.

Giovanni Grubacs nacque a Venezia il 6 gennaio 1830.

Figlio d’arte, seguì le orme del padre iscrivendosi nel 1847 all’Accademia di Belle Arti di Venezia.

L’anno successivo, a causa della rivoluzione fu costretto ad abbandonare gli studi.

Testimone oculare dei tragici eventi che portarono all’assedio di Venezia, decise di riprodurli nella tela Marghera, bombardamento dell’anno 1848-1849 (Civico Museo Correr di Venezia).

Dopo aver ripreso gli studi, Giovanni Grubacs dal ‘54 partecipò assiduamente alle annuali esposizioni dell’Accademia veneziana con prospettive - Canal Grande, Riva degli Schiavoni, Festa sul Canal Grande, etc - ispirate alla tradizione locale.

Nel 1867 presentò alla Società Veneta Promotrice di Belle Arti la Chiesa della Salute.

Come i colleghi Caffi e Moja, nei suoi dipinti, dove le feste in laguna costituiscono un soggetto ricorrente, non rinunciò mai a descrivere fedelmente la realtà circostante.

L’attenzione del pittore per ricercati effetti di luce raggiunse la massima spettacolarità nei notturni in cui le architetture dei palazzi sono accese da inattesi bagliori: la Festa notturna sul Canal Grande e La festa del Redentore.

Diventato con il trascorrere degli anni quasi cieco,  Giovanni Grubacs morì a Pola nel 1919.

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Grubacs Carlo (1802-1878). Biografia. Quadri in vendita

Figlio di Giovanni, Carlo Grubacs nacque a Venezia nel 1802.

Nel 1818 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Venezia seguendo i corsi di pittura di Matteini e vinse, nel ‘22,  il secondo premio  per la Copia di statua da stampa.

Nel 1846 debuttò alla mostra dell’Accademia con il dipinto Veduta di mare. Nel 1853 si presentò con Naufragio.

Pur rifacendosi ai modelli di Canaletto,  Carlo Grubacs dipinse Venezia in veste quotidiana, priva di magnificenze.

La sua pittura, molto apprezzate dai collezionisti privati, è, invece, poco rappresentata nelle collezioni pubbliche italiane, ad eccezione del Museo Civico di Bassano del Grappa, dove si conservano cinque tele: La Riva degli Schiavoni verso i Giardini di Sant’Elena, Il Canal Grande verso la Salute, La Riva degli Schiavoni verso San Marco, Le Zattere ai Gesuati, e infine Burrasca di mare.

Il Kestner Museum di Hannover ha, invece, due vedute e lo Stadtmuseum di Oldenburg nove prospettive di Venezia e due di Atene.

Carlo Grubacs prese parte alle Promotrici Veneziane del 1867, ‘75 e ‘76.

Tra il 1868 e il ‘75 espose alla Promotrice di Firenze opere di soggetto veneziano.

Morì a Venezia il 9 novembre 1878.

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Caffi Ippolito (1809-1866). Biografia. Quadri in vendita

 Caffi-Ippolito-autoritrattoIppolito Caffi nacque a Belluno il 16 ottobre 1809.

Nel 1821  iniziò la formazione con Antonio Federici e Antonio Tessari.

Giovanissimo raggiunse Padova per stare con il cugino Pietro Paoletti, pittore di figura, che in quegli anni lavorava nella bottega di Giovanni Demin.

Nel 1826 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove seguì la Scuola di Nudo e Figura e quella di Paesaggio.

Il corso di Prospettiva tenuto da Tranquillo Orsi lo appassionò moltissimo vincendo così un premio nel 1830.

Con i proventi della vendita del dipinto La Via Crucis raggiunse Roma nel 1832.

Qui ottenne varie commissioni per scene teatrali e per la decorazione di una chiesa romana  che lo impegnò per otto mesi.

Risalgono a questo periodo Trinità dei Monti e l’Arancera di Villa Borghese, datate entrambe 1834.

Nel 1835 pubblicò la prima delle tre edizioni  delle Lezioni di prospettiva con 16 tavole litografiche di corredo.

Il tentativo di rinnovamento del tradizionale vedutismo veneziano, lo indusse a privilegiare particolari eventi atmosferici e gli scorci notturni, rischiarati dalla luce lunare o da fuochi pirotecnici.

Ne è esempio Festa dei zoccoletti- L’ultima ora del Carnevale a Roma che, presentato all’annuale esposizione all’Accademia di Venezia, gli procurò un vasto successo commerciale, al punto da eseguirne ben quarantadue repliche.

Altri soggetti che incontrarono il gusto di un’ampia committenza furono: Neve e nebbia in Canal Grande del 1840 e Effetto di nebbia sul Campanile e sulla Piazza di San Marco del 1842.

La predilezione del vedutismo, unito all’indole avventurosa, lo portarono così ad  imbarcandosi  per il Medio Oriente.

Sono riconducibile a quest’esperienza La Fatima di Smirne del 1843 e l’Odalisca.

Nel 1844 rifiutò la cattedra di Prospettiva presso l’Accademia veneziana.

La condivisione dei valori libertari, della patria e dell'Unità lo spinse ad arruolarsi, nel 1847, per combattere contro gli Austriaci.

Prigioniero, riuscì fortunatamente ad evadere e a tornare a Venezia dove sposò Virginia Missana.

Nel ‘50  Ippolito Caffi si stabilì  quindi a Torino.

Partecipò poi  all'Esposizione Universale di Londra con sei quadri.

Nel 1854 si recò in Spagna e a Parigi, dove si stabilì per qualche tempo; nel ’55 partecipò all’Esposizione Universale.

Due anni dopo tornò nuovamente nella città lagunare e, processato per gli episodi del'47, fu tuttavia assolto.

Negli ultimi anni alternò all’intensa attività espositiva l'adesione ai moti veneziani e alle guerre d'Indipendenza e il  desiderio di documentarne le tappe salienti lo spinse ad imbarcarsi sulla nave Re d'Italia.

Ippolito Caffi morì nel 1866 durante la battaglia di Lissa .

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Brass Italico (1870-1943). Biografia. Quadri in vendita.

Italico-brass-fotoItalico Felice Luciano Brass nacque a Gorizia il 14 dicembre 1870.

A 17 anni si trasferì a Monaco per seguire, presso l’Accademia, i corsi di pittura paesaggistica di Karl Raupp.

Deluso dall’ambiente monacense partì per Parigi dove rimase per sette anni frequentando gli ateliers di William Bouguereau e di Jean Paul Lauens che influenzarono profondamente i suoi esordi. Da Parigi si allontanò spesso per tornare nelle zone d’origine come attestano alcuni lavori tra cui Chioggiotta (1891) e La Briscola, che gli valse la medaglia di bronzo al Salon degli Champs Elysées del 1893.

Nei primi anni Novanta partecipò  alle esposizioni della Societé des Artistes Francais con opere oramai  perdute. Nel 1895 sposò a Parigi la russa Lina Vidoff con la quale si stabilì a Venezia.

Nel 1910 ottenne il successo definitivo  alla Biennale con una personale recensita positivamente da Ugo Ojetti. Seguì una mostra itinerante con più di 60 opere che toccò Budapest, la Germania per giungere a Parigi.

Allo scoppio della prima guerra mondiale venne arruolato per documentare gli eventi bellici in opere pittoriche. Videro così la luce dipinti quali Soldati a Palmanova e La chiesa degli Scalzi bombardata.

Durante il  dopoguerra, oltre alle partecipazioni alla Biennale,  prese parte ad alcune collettive presso l’Opera Bevilacqua la Masa (1930, ‘37, ‘41 e ‘43). Nel 1936 espose alla mostra d’arte italiana contemporanea a Budapest e vendette il dipinto Regata in laguna al museo locale.

L'anno successivo partecipò alla rassegna internazionale di Pittsburgh e alla Mostra del paesaggio contemporaneo italiano, allestita da Antonio Maraini, itinerante  tra Varsavia, Helsinki e i centri baltici. Dagli anni trenta si allontanò progressivamente dalla scena pubblica per dedicarsi allo studio e al collezionismo d’arte veneta, entrando a far parte delle commissioni tecniche delle più importanti mostre d’arte antica veneziane.

Morì nel 1843 nella casa veneziana a San Trovaso.

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Saccaggi Cesare (1868-1934). Biografia. Quadri in vendita

Tortona 1868- 1934

Cesare-Saccaggi-fotoCesare Saccaggi nacque a Tortona il 7 febbraio 1868.

Rivelò sin da giovanissimo spiccate doti artistiche che gli valsero l’attenzione del barone Alessandro Cavalchini Garofoli, pittore dilettante, dal quale apprese i primi rudimenti di disegno ornato e figura.

I risultati furono così entusiasmanti che, nel 1874, Saccaggi si iscrisse, ad anno già iniziato, all’Accademia albertina.

Debuttò nel 1889 alla Promotrice di Torino con uno Studio ad olio.

Nel 1895 partecipò per la prima volta alla Biennale di Venezia con l’opera Contrasti.

Nello stesso anno fu presente alla Promotrice torinese con Madre!, alla Permanente di Milano con In castigo e al Circolo degli Artisti di Torino con Orfane e un Ritratto ad acquerello.

Nel 1897 realizzò il primo cartellone pubblicitario per il Moscato Spumante della F.lli Gancia di Canelli, cui seguì l’altro per il Gran Veglione degli Artisti al Teatro Regio di Torino.

Il successo di Saccaggi nell’ambiente mondana torinese è confermato dal fatto che al Gran Veglione degli Artisti del 1898 un ritratto di sua mano, unitamente ad uno di Giacomo Grosso e a un ventaglio dipinto da Follini, costituì il premio per il costume più sontuoso e originale.

Alla Promotrice torinese dell’anno successivo fu presente con La piccola mugnaia e Carezze mentre all’esposizione degli amici dell’Arte di giugno, inaugurata alla presenza di D’Annunzio, venne rappresentato da  numerosi acquerelli e pastelli tra cui Eros e Nel chiostro.

Nel 1900 ottenne la medaglia di bronzo all’Esposizione Internazionale Universale di Parigi con il pastello Alma Natura Ave.

Si trattenne nella capitale francese, anche se in modo non continuativo, fino al 1905, quando tornò stabilmente a Tortona.

Fu, dunque, eletto membro onorario dell’Accademia di Brera.

Nel ‘10 partecipò alla Biennale di Venezia, dove presentò Apollo e Dafne, mentre un bozzetto di Cloto figurò all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Buenos Aires.

L'anno successivo  presentò Narciso e Mater Amabilis alla mostra della Promotrice di Torino.

Tre anni più tardi prese parte per l’ultima volta alla Biennale veneziana con Preludio e L’intrusa.

Non indifferente allo scoppio della guerra, realizzò la cartolina “interventista” Redemptio e l’olio Consolatrix afflictorum (1917) per il Convitto ecclesiastico di Tortona.

Nel 1918 cedette il dipinto La mamma per essere venduto in beneficenza della Pro soldato.

Nel 1921 Gli scogli e Anime solitarie furono inviati all’Esposizione Artistica Regionale piemontese organizzata dagli Amici dell’Arte di Casale.

Partecipò assiduamente alle rassegne nazionali ed internazionali sino alla sua scomparsa.

Cesare Saccaggi morì a Tortona il 3 gennaio 1934.

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Boccioni Umberto (1882-1916). Biografia. Quadri in vendita.

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Umberto Boccioni nacque a Reggio Calabria il 18 ottobre 1882.

Conseguito il diploma all’Istituto Tecnico di Catania, iniziò l’attività di scrittore e giornalista alla “Gazzetta della Sera”.

Nel 1899 si trasferì a Roma frequentando la Scuola libera del Nudo all’Accademia di Belle Arti.

Studiò, inoltre, disegno presso il cartellonista Giovanni Mataloni.

Nel 1900 conobbe Gino Severini e Giacomo Balla.

Quest’ultimo fu il suo grande maestro, introducendolo ai segreti della tecnica divisionista e allo studio della luce.

Fra il 1903 e il 1906 espose le proprie opere alla Società Amatori e Cultori, mentre nel 1905 prese parte con Severini alla Mostra dei rifiutati allestita nel foyer del Teatro Costanzi da alcuni giovani artisti uniti dalla polemica contro l’atteggiamento conservatore delle giurie ufficiali.

Nel 1906 grazie ad una borsa di studio soggiornò a Parigi; qui ebbe modo di confrontarsi con la pittura degli Impressionisti e dei Postimpressionisti.

Ben introdotto nella vita sociale della capitale, conobbe la giovane e colta signora russa Augusta Petrovna Popoff, sposata Berdnicoff.

Alla fine di agosto  Umberto Boccioni partì per la Russia, dove si trattenne per cinque mesi ospite dei coniugi Berdnicoff a Tzaritzin sul Volga, visitando Mosca, San Pietroburgo e Varsavia.

L’unico dipinto noto di questo periodo è il Ritratto di Sophie Popoff.

Agli inizi di dicembre, deluso per gli esiti del viaggio, tornò in Italia.

A Padova conobbe l’avvocato Emilio Piccoli che gli fu, spesso, di sostegno aiuto nella non facile situazione economica.

Tra il 1907 e il 1910 si dedicò alla grafica, realizzando numerosi manifesti e collaborando con alcune riviste, tra cui “L’Illustrazione italiana”.

Risale al gennaio del 1910 l’incontro con Filippo Tommaso Marinetti, con cui lavorò, assieme a Luigi Russolo e Decio Cinti, alla stesura del manifesto dei pittori futuristi pubblicato nel febbraio dello stesso anno; mentre l’11 aprile il manifesto tecnico della pittura futurista.

Nel luglio del 1910 s’inaugurò la Mostra d’estate a Palazzo Pesaro a Venezia cui Boccioni partecipò con 42 opere distribuite in due sale.

Per l’occasione Marinetti scrisse l’introduzione alla “Mostra collettiva di Umberto Boccioni”.

Nel 1912 espose in una collettiva allestita nella galleria parigina di Bernheim_Jeune, dedicata a “Les peintres futuristes italiens”.

La mostra, accolta freddamente dalla critica, ebbe come seconda sede la Sackville Gallery di Londra dove, invece, ebbe grande successo così come a Berlino, Bruxelles, e Rotterdam.

L’11 aprile del 1912 firmò il Manifesto della scultura futurista.

Nello stesso anno partecipò alla I esposizione di pittura futurista a Roma, oltre a presentare alcune sculture futuriste a La Boétie a Parigi, quindi da Sprovieri a Roma e, infine, da Gonnelli a Firenze nel 1913.

Sempre nel 1913 collaborò alla rivista “Lacerba” diretta da Giovanni Papini, strumento di diffusione delle istanze futuriste.

Si arruolò come volontario nel 1915.

Nel giugno 1916 fu ospite dei marchesi casanova a Pallanza sul lago Maggiore  per dipingere il ritratto di Ferruccio Busoni.

Richiamato alle armi dopo il congedo, Umberto Boccioni morì cadendo da cavallo a Sorte, nei pressi di Verona, il 17 agosto 1916.

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