De Chirico Giorgio (1888-1978). Biografia. Quadri in vendita.

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Volos 1888 – Roma 1978

Nacque a Volos, in Grecia, il 10 luglio 1888. I genitori erano persone benestanti: la madre Gemma Cervetto, era una nobildonna genovese mentre il padre Evaristo un ingegnere ferroviario. Al momento della nascita di Giorgio, Gemma ed Evaristo avevano già una bambina, Adelaide, che morì poco prima che nascesse il terzo figlio dei de Chirico, Andrea, nato nel 1891 ad Atene, dove la famiglia si era trasferita. Giorgio ricevette le prime lezioni di disegno da un impiegato delle ferrovie di nome Mavrudis. Si iscrisse poi al Politecnico di Atene. La morte del padre nel 1905 fa decidere a Gemma de Chirico di lasciare la Grecia per trasferirsi a Monaco di Baviera. Qui il giovane artista frequentò l’Accademia di Belle Arti e conobbe la pittura di Arnold Böcklin e dei Simbolisti tedeschi. Nel 1909 si trasferì a Milano e dopo circa un anno decise di visitare Roma e Firenze. Questo viaggio sarà determinante per la nascita di un nuovo sentimento estetico basato sulle impressioni che l’architettura degli antichi edifici è in grado di evocargli. Nel capoluogo toscano dipingerà la sua prima opera metafisica:L’enigma di un pomeriggio d’autunno. Nel 1911 è a Parigi dove, con l’aiuto del fratello, riesce ad esporre tre quadri  (L’enigma di un pomeriggio d’autunno, L’enigma dell’Oracolo e l’Autoritratto) al salon d’Automne. Incoraggiato dalla buona accoglienza ricevuta al salon si presenta al poeta e critico d’arte Guillaume Apollinaire, sostenitore delle tendenze artistiche più rivoluzionarie. Nello stesso anno, in occasione dell’esposizione di altre tre sue opere al salon des Indépendants viene notato da Pablo Picasso grazie al quale stringe amicizia con Brancusi, Braque, Jacob, Soffici Léger e Derain. Apollinaire organizza nell’atelier dell’artista una mostra di trenta opere e recensisce de Chirico su L’intransigeant utilizzando il termine “metafisico”. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale i fratelli de Chirico rientrano in Italia per arruolarsi ma entrambi sono dichiarati inadatti alle fatiche del fronte. Giorgio quindi, ricoverato per disturbi nervosi all’ospedale di Ferrara, vi rimarrà fino alla fine del conflitto facendo la conoscenza di Carrà. Va poi a vivere a Roma  con la madre e fa la conoscenza di Mario Broglio, giornalista, mecenate e pittore che sta fondando una nuova rivista dal titolo “Valori Plastici”. L’attività espositiva è intensa e vi affianca anche quella di scenografo: nel 1929 esegue, ad esempio, scene e costumi per i balletti di Diaghilev a Parigi, illustra i “Calligrammes” di Apollinaire e “Mythologies” di Cocteau. Nel 1935 si reca, con la compagna Isabella Far, negli Stati Uniti per la prima volta. Qui le sue opere circolavano già da tempo. Il mercante Julien Levy gli organizza due mostre che ottengono un discreto successo. Intanto alcuni suoi quadri cominciano ad entrare nei musei: nel dicembre del 1936 il Museum of Modern Art di New York acquista il suo La nostalgia dell’infinito. Disegna anche illustrazioni per le riviste Vogue e Harper’s Bazar. Nel 1941 viene pubblicata la monografia di James Thrall Soby,The early Chirico dedicata alle opere metafisiche dell’artista. Rientrati in Italia, vivranno tra Milano e Firenze stabilendosi poi definitivamente a Roma nel 1944. Degli anni Sessanta è quella fase della sua pittura detta “neometafisica”. Nel 1969 viene pubblicato il primo catalogo delle sue opere grafiche, nel ’70 espone a Palazzo Reale a Milano, nel ’72 a New York. Muore a Roma all’età di novant’anni.


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