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	<title>Blog Archivi - Società di Belle Arti</title>
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	<description>Quadri macchiaioli e del 800 e 900 in vendita</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Mar 2022 10:41:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Blog Archivi - Società di Belle Arti</title>
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	<item>
		<title>Arte, entro luglio il decreto Cultura eliminerà i lacci alla libera circolazione</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/arte-entro-luglio-il-decreto-cultura-eliminera-i-lacci-alla-libera-circolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 14:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[quadri-libera-circolazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marilena Pirrelli, da <a href="https://www.ilsole24ore.com/">Il Sole 24 Ore</a>, 13 giugno 2015</strong></p>
<p><span id="more-77230"></span></p>
<p>Riportiamo il seguente articolo nel BLOG della <a href="http://www.sba.it/">Società di Belle Arti</a>:</p>
<p>Manca solo il veicolo normativo, che potrebbe essere il decreto Cultura, per far passare una revisione significativa della regolamentazione della cicolazione delle opere d&#8217;arte, riforma condivisa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal vertice del Mibact.</p>
<p>Il gruppo d&#8217;interesse Apollo 2,- che rappresenta case d&#8217;asta internazionali, associazioni case d&#8217;asta nazionali, associazione antiquari e galleristi d&#8217;arte moderna e contemporanea, associazione librai antiquari e operatori della logistica &#8211; ha sollecitato l&#8217;inserimento della riforma nella delega di riforma della Pubblica amministrazione (legge Madìa), ma dovrebbe essere presentato in un decreto al consiglio dei ministri entro luglio.</p>
<p>La riforma cambierà la normativa prevista dalla circolare del ministero della Pubblica Istruzione del 13 maggio 1974 e alcuni articoli del Codice dei Beni culturali senza compromettere la funzione di tutela, ma darà respiro al mercato, frenato dalla limitata mobilità delle opere.</p>
<p>Lo ha annunciato giovedì scorso l&#8217;avvocato Giuseppe Calabi, in rappresentanza degli operatori, al convegno &#8220;Quale tassazione per le opere d&#8217;arte? Collezionismo, trasferimenti e mercato: questioni giuridiche e fiscali&#8221; all&#8217;Università Bicocca di Milano, promosso dal Dipartimento dei sistemi giuridici col coordinamento scientifico di Alessandra Donati.</p>
<p>Quali le novità?</p>
<p>&#8220;L&#8217;introduzione delle soglie di valore per l&#8217;esportazione delle opere (in Europa la soglia per i dipinti è a 150mila euro) e per coerenza anche per le notifiche- spiega Calabi-, la libera circolazione per le opere fino a 100 anni dalla loro realizzazione (dagli attuali 50), un termine obbligatorio alla Pa per emettere la licenza d&#8217;esportazione&#8221;.</p>
<p>Quali le nuove linee?</p>
<p>&#8220;Prevedono che il pregio artistico non debba essere criterio sufficiente per bloccare l&#8217;uscita dell&#8217;opera dai confini-specifica l&#8217;avvocato-, ma dovrà essere accompagnato dal criterio di rarità oltre che di pertinenza al patrimonio artistico italiano.</p>
<p>La stessa la rarità sarà declinata su criteri più oggettivi includendo l&#8217;assenza di una più opere analoghe in collezioni pubbliche o private, l&#8217;origine straniera considerata con estrema cautela, esclusa la possibilità di bloccare opere che si trovino casualmente in Italia&#8221;.</p>
<p>Altro annuncio fatto al convegno da Patrizia Sandretto Re Rebaundengo la firma del protocollo d&#8217;intesa tra 15 fondazioni private e il Mibact per nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato.</p>
<p>I relatori hanno passato in rassegna tutti gli aspetti giuridici e fiscali legati a produzione, possesso, scambio e circolazione delle opere, evidenziando i limiti del sistema italiano (notifica, fiscalità su import, eccesso di burocrazia per il mecenatismo, applicazione del Dds, difficoltà delle donazioni ai musei) e i vantaggi (normativa sulla successione e sul trust, assenza di tassazione del capital gain).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vincenzo Gemito, scultore folle e invidiato nella Ville Lumière</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/gemito-scultore-folle-e-invidiato-nella-ville-lumiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 06:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sculture]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo gemito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Chiara Gatti, da  [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/gemito-scultore-folle-e-invidiato-nella-ville-lumiere/">Vincenzo Gemito, scultore folle e invidiato nella Ville Lumière</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Chiara Gatti, da <a href="https://www.repubblica.it/"><em>La Repubblica</em>,</a> 10 gennaio  2018</strong></p>
<p><span id="more-77242"></span></p>
<p>Riportiamo nel BLOG della <a href="http://www.sba.it/">Società di Belle Arti</a> il seguente articolo :</p>
<p style="text-align: justify;">La gente di Napoli lo chiamava ‘o scultore pazzo. Un uomo difficile , folle ma attraente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.sba.it/zh-hans/%e8%89%ba%e6%9c%af%e5%ae%b6/gemito-vincenzio-biografia-vendita-opere/">Vincenzo Gemito</a> (1852-1929) era un genio di natura, nato con un talento nelle mani.</p>
<p style="text-align: justify;">Modellare la terra cruda o la cera madre come fossero burro.</p>
<p style="text-align: justify;">Già a dodici anni, nelle botteghe dei maestri che lo accoglievano come garzone, plasmava nella creta personaggi fragili.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavorati a pollice.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi, piccoli eroi del suo popolo del mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pescatori, acquaioli, bambini accucciati con la lenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Si narra che chiedesse ai giovani modelli di posare in bilico su rocce cosparse di sapone.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo così poteva ritrarre davvero la tensione dei muscoli, l’equilibrio  instabile dei corpi, la concentrazione nella pesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i ragazzi di Mergellina, orfani di affetti, simbolo di un’infanzia emarginata, non era uno svago, ma una lotta quotidiana per la sopravvivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu questa sua adesione al dramma degli umili, la capacità di catturarlo nella materia, a colpire il pubblico francese.</p>
<p style="text-align: justify;">“Plein de vie”, piene di vita, furono giudicate l sue opere dalla critica parigina quando, nel 1878, vennero presentate alla Esposizione Universale, nella sezione che documentava il progresso degli italiani nella ricerca plastica.</p>
<p style="text-align: justify;">Vincenzo Gemito fece discutere.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese prima aveva esposto il suo ritratto di Giuseppe verdi al Salon della Società degli artisti francesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un soggetto istituzionale, splendidamente intimo, toccante nell’indagine del volto assorto , ma non certo audace come poteva apparire invece il fisico nudo di un ragazzino appeso a uno scoglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fioccarono sui giornali aggettivi come “laido” e “disgustoso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la potenza del suo verismo superò ogni pruderie. E ottenne una medaglia d’oro.</p>
<p style="text-align: justify;">All’epoca, condivideva un appartamento , in rue de Rude, con l’amico pittore Antonio Mancini.</p>
<p style="text-align: justify;">  Trascorsero insieme un periodo di convivenza minato dal conflitto inevitabile fra caratteri forti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu tuttavia merito di Mancini se Gemito approdò alla Maison Goupil, celebre galleria, crocevia di nomi emergenti dell’arte internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i colleghi di Parigi guardavano con invidia alle sue abilità tecniche nella fusione di cera persa (ne lasciò la ricetta segreta agli scultori Dubois e Dalou), il  girovagare per i salotti culturali della città lo portò ad incontrare Giovanni Boldini, “the little italian”, il ritrattista più richiesto della belle époque, cui dedicò un busto bronzeo, oltre al vecchio maestro napoleonico Meissonier, il “peintre des garnisons” come lo aveva definito Baudelaire, alludendo alle sue famose scene di battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a lui donò il Pescatore che tanto scandalo aveva raccolto all’Expo e che Meissonier amò intensamente per le sue forme sode, generate dall’argilla.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le statue di Vincenzo Gemito sono i passatempi di un demiurgo” scriverà, in pieno Novecento, Savinio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel Dio dei miserabili, dietro la sua lunga barba da stilista, era riuscito a fondere l’eredità della statuaria classica ammirata al Museo archeologico di Napoli con il sentimento vivido della natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Non stupisce che, lontano dal suo mare, si sentisse un po’ perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">“Io sto qui per fare danari e conoscenze” confessava da Parigi; “questo è un Paese che uno di talento può divenire ricco!”.</p>
<p style="text-align: justify;">E il successo lo gratificò infatti con altre menzioni “honorable” al Salon e con commissioni ben pagate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritratti, soprattutto .</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ogni ritorno a Napoli era lenitivo per la sua insania latente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dolori, perdite familiari, inquietudini innate lo trascinarono presto lontano dalle luci di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">In una lettera a Meissonier, vergata per chiedere consiglio su una richiesta regale arrivata da Umberto I, esplose il suo malessere.</p>
<p style="text-align: justify;">Era il 1886.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inizio della follia.</p>
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		<title>Il trust utile ad artisti e collezionisti</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/il-trust-utile-ad-artisti-e-collezionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 06:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[trust]]></category>
		<category><![CDATA[collezionisti]]></category>
		<category><![CDATA[dipinti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> di Gabriele Biglia, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> di Gabriele Biglia, da Plus24 &#8211; <a href="https://www.ilsole24ore.com/">Il Sole 24 Ore</a>, 16 giugno 2018</strong></p>
<p><span id="more-77253"></span></p>
<p>Riportiamo il seguente articolo nel BLOG della <a href="http://www.sba.it/">Società di Belle Arti</a>:</p>
<p>Il ricorso all’utilizzo del trust è sempre più frequente in Italia., non solo da parte di chi è in possesso di un collezione d’arte e desidera trasmettere ai beneficiari o alla collettività la ricchezza della propria raccolta nella sua unitarietà, trasformando beni privati in beni pubblici , ma anche da parte degli artisti  stessi, che guardano a questo strumento come una alternativa alla costituzione di fondazioni o associazioni. Infatti, il trust può consentire al disponente di mantenere rapporti con i propri beni, al contrario di quanto previsto dalle fondazioni.</p>
<p>“ Lo strumento del trust è mutuato dal diritto anglosassone ed è sempre più diffuso nel nostro Paese. Nei sistemi di <em>common law</em>, l’<em>estate</em>, ossia i beni e le posizioni attive e passive del <em>de cuius</em>, viene attribuito al momento della morte ad un esecutore testamentario il quale eseguirà le sue volontà (se esistenti), pagherà gli eventuali debiti e poi, potrà successivamente trasferire i beni ai “beneficiari”, che possono esser sia persone fisiche che giuridiche”, spiega l professoressa Marta Cenini, Of counsel e Chief Knowledge Management DLA Piper Italy, in occasione del convegno organizzato lunedì scorso a Villa Necchi Campidoglio a Milano, dallo studio legale internazionale.</p>
<p>“Al contrario , nel nostro ordinamento , l’erede entra immediatamente in possesso e nella disponibilità dei beni e in tutte le posizioni attive e passive del disponente, o in una quota di esse, nel caso vi siano più eredi, appena si apre la successione”.</p>
<p>Un tema molto importante che dà spunto a una comparazione con il nostro ordinamento e quello inglese, riguarda il lascito degli artisti: “Quando muore un artista c’è l’idea che l’erede sia il suo custode dell’eredità artistica e morale, dei suoi beni materiali (le opere) ed immateriali.</p>
<p>Nei paesi di <em>common law</em> si è scelto il trust per organizzare il lascito artistico di singoli maestri: si pensi all’Henry Moore Trust o al Robert Raushenberg Revocable Trust, diventato irrevocabile alla morte dell’artista ed erede del suo patrimonio di opere e non solo, di cui una parte è stata poi devoluta alla Raushenberg Foundation”.</p>
<p>Anche in Italia si sta diffondendo l’utilizzo di questo istituto da parte degli artisti, talvolta viventi, per assicurare la valorizzazione della loro opera anche dopo la morte , sovente nei casi in cui non abbiano eredi o li ritengano non idonei allo scopo.</p>
<p>Strumento usato più frequentemente dagli eredi stessi al fine di essere supportati in attività che richiedono alta specializzazione: “In queste tipologie di trust è centrale, oltre alla figura del trustee professionale, la presenza di soggetti terzi, qualificati nel settore artistico specifico di riferimento che in varia veste (guardiani, comitato di specialisti) supportano il trustee nell’attuare lo scopo del trust. Non è esclusa una presenza attiva a vari livelli  anche dell’artista o del collezionista e, dopo la sua morte, di eredi o di terzi da esso indicati”, spiega Raffella Sarro, avvocato e trustee professionale de La Trust Company Spa.</p>
<p>L’altra tipologia di trust utilizzata anche nel nostro Paese è quello volto alla costituzione di fondi destinati ad investimenti in opere d’arte: “Si tratta di un trust di carattere “speculativo”.</p>
<p>In un caso specifico da me seguito, i soggetti non avevano, singolarmente, le risorse finanziarie per affrontare l’investimento e non si sentivano sufficientemente preparati, vista la peculiarità dei beni artistici interessati, né volevano affidarsi alla consulenza di mercanti d’arte”afferma Sarro.</p>
<p>“Questa tipologia di trust permette di strutturare l’operazione in modo da far sì che le decisioni più importanti relative alla gestione del fondo siano assunte dal trustee sulla base delle indicazioni fornite da un comitato di apportatori che delibera usualmente a maggioranza. A ciascun investitore è attribuito un numero di voti commisurato all’apporto” conclude il legale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ottimi risultati per i dipinti italiani dell&#8217;Ottocento a Londra</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/ottimi-risultati-per-i-dipinti-italiani-dell-ottocento-a-londra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 06:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ottimi risultati per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/ottimi-risultati-per-i-dipinti-italiani-dell-ottocento-a-londra/">Ottimi risultati per i dipinti italiani dell&#8217;Ottocento a Londra</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimi risultati per i <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">dipinti italiani dell&#8217;800</a> andati all&#8217;asta da Sotheby&#8217;s &#8211; <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Londra">Londra</a> .</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-2665" src="http://www.sba.it/wp-content/uploads/2017/06/images_eventi_zandook.gif" alt="zandook" width="1166" height="2183" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Agenzia delle Entrate, Ctr Toscana dà ragione al collezionista</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/agenzia-delle-entrate-ctr-toscana-da-ragione-al-collezionista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 08:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/agenzia-delle-entrate-ctr-toscana-da-ragione-al-collezionista/">Agenzia delle Entrate, Ctr Toscana dà ragione al collezionista</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli, Il Sole 24Ore, ottobre 2016</p>
<p><span id="more-77473"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il collezionista compra le opere d&#8217;arte per soddisfare un proprio desiderio, cioè creare e arricchire o aggiornare la propria collezione d&#8217;arte. La sua attività ben si distingue da quella dell&#8217;operatore professionale che acquista con l&#8217;obiettivo di rivendere l&#8217;opera e trarne guadagno. A favore di tale interpretazione della qualificazione del rapporto tributario si è espressa con la sentenza numero 826/31 del 9 maggio 2016, la Commissione Tributaria Regionale della Toscana. &#8220;Ha espresso dei concetti favorevoli al contribuente essendo stata chiamata a giudicare una causa relativa all&#8217;imponibilità o meno dello scambio di beni (quadri, opere d&#8217;arte, oggetti d&#8217;antiquariato e altri collezionabili) facenti parte di una collezione privata&#8221;. Giorgio Orlandini, commercialista e counsel di CBA Studio Legale e Tributario di Milano. &#8220;La sentenza della Ctr in parola, confermando le conclusioni dei giudici di prime cure, sempre favorevoli al contribuente, si è espresso in merito a una controversia inerente ad un avviso di accertamento che l&#8217;<a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/">Agenzia delle Entrate</a> aveva recapitato al collezionista, ritenendo susistente in capo al medesimo l&#8217;esercizio di fatto di un&#8217;attività d&#8217;impresa (in particolare di commercio elettronico indiretto, avendo lo stesso effettuato scambio, acquisti e vendite di bottiglie mignon di liquori d&#8217;antiquariato), richiedendo il pagamento di maggior Irpef, Irap e Iva su tali redditi&#8221;, prosegue Orlandini.</p>
<p>Il contribuente da parte sua aveva proposto ricorso eccependo carenza assoluta di motivazione, violazione e falsa applicazione dell&#8217;art. 55 del Tuir e dell&#8217;art.38 del dpr 600/73 e chiedendo l&#8217;annullamento dell&#8217;atto impugnato.</p>
<p>&#8220;Secondo i giudici della commissione tributaria regionale, per il corretto inquadramento ai fini fiscali, è fondamentale operare la distinzione tra chi acquista i citati beni ai fini speculativi (il mercante d&#8217;arte soggetto a tassazione) e l&#8217;amatore che compra un opera per tenersela o poi rivenderla al fine di poterne acquisire una nuova (tale figura è quella del collezionista). Il collezionista, dunque, rimane tale fino a quando non assume le caratteristiche dell&#8217;imprenditore abituale (requisiti della commercialità), fattispecie che i giudici non hanno ritenuto realizzata nel caso di specie, essendo limitata l&#8217;attività del ricorrente ad un numero esiguo di operazioni&#8221; conclude l&#8217;avvocato Nicola Canessa, partner dello CBA Studio legale e Tributario. Niente capital gain quindi sull&#8217;azione di acquisto e vendita di <em>collectible</em> da parte del collezionista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/agenzia-delle-entrate-ctr-toscana-da-ragione-al-collezionista/">Agenzia delle Entrate, Ctr Toscana dà ragione al collezionista</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Per recuperare i margini Sotheby&#8217;s alza le commissioni</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/sotheby-s-rialzo-commissioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 07:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Maria Adelaide Ma [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Maria Adelaide Marchesoni, da Il Sole 24 Ore, 22 ottobre 2016</p>
<p><span id="more-77485"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sotheby&#8217;s gioca di nuovo la carta del buyer&#8217;s premium per far leva sui proventi e con una mossa a sorpresa decide di agire sulle commissioni prima delle aste autunnali che si terranno a novembre a New York. L&#8217;aumento partirà infatti il 13 novembre e gli interventi, secondo la casa d&#8217;aste americana, saranno &#8220;modesti&#8221; con un incremento compreso tra il 5 e il 10% per tutti i lotti. L&#8217;ultimo aumento è avvenuto a febbraio 2015 senza però riflettersi positivamente sulla marginalità e la gestione 2015 si è chiusa con un margine in calo al 14,3% rispetto al 14,7% dell&#8217;anno precedente. La casa d&#8217;aste ha tuittavia dichiarato che a determinare il calo è stata la vendita della collezione Taubman, mentre per tutti gli altri incanti il margine era salito al 15,5%pari a 80 basis point di aumento. E&#8217; migliorata la situazione nei primi sei mesi del 2016 con una marginalità al 16,1% favorita, però, da altri elementi, quali la modifica del mix di vendita, con una minor incidenza dei lotti nella fascia elevata di prezzo e un uso ridotto delle garanzie, effetto positivo in parte annullato dall&#8217;anticipo nel semestre dell&#8217;asta serale di Contemporary Art a londra che comprende tipicamente opere d&#8217;arte di valore più elevato, che generano margini commissionali inferiori.</p>
<p>La nuova struttura commissionale indica per valori fino a 175.000 sterline o 250.000 dollari un buyer&#8217;s premium pari al 25%. I clienti di Sotheby&#8217;s dovranno pagare una commissione del 20% per i controvalori superiori a 175.000 sterline (250.000 dollari) fino a 2 milioni di sterline (3 milioni di dollari) e il 12,50% per i controvalori superiori a 2 milioni di sterline (3 milioni di dollari). Dalla revisione al rialzo sono immuni le aste che si svolgono a Pechino e le wine action.</p>
<p>&#8220;Abbiamo preso questa decisione per due principali motivi &#8211; ha dichiarato nel comunicato Mike Goss, il direttore finanziario di Sotheby&#8217;s &#8211; in primo luogo per compensare la pressione sui margini, in particolare nella fascia alta di prezzo, e in secondo luogo per continuare a investire e migliorare i servizi alla nostra clientela&#8221;.</p>
<p>La rivale Christie&#8217;s, che ha modificato il buyer&#8217;s premium per la prima volata in tre anni il mese scorso, modula la commissione a un livello inferiore: il 25% viene applicato fino a 100.000 (150.000 dollari). Per <a href="https://www.phillips.com/">Phillips</a> la revisione della commissione per il compratore è avvenuta nel maggio di quest&#8217;anno, l&#8217;aumento precedente risaliva all&#8217;aprile 2013. Le nuove soglie indicano un onere del 25% per le opere con un prezzo di aggiudicazione fino a 200.000 dollari (in precedenza fissato a 100.000 dollari), il 20% per le opere tra i 200.001 fino a 3 milioni di dollari e il 12% oltre 3 milioni di dollari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/sotheby-s-rialzo-commissioni/">Per recuperare i margini Sotheby&#8217;s alza le commissioni</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
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		<title>Con l&#8217;addio, brillante e Picasso da rendere</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/con-l-addio-brillante-e-picasso-da-rendere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2016 06:14:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Maciocch [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Patrizia Maciocchi, da Il Sole 24Ore, 20 settembre 2016</strong></p>
<p><span id="more-77504"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è vero che un diamante è per sempre. L&#8217;ex fidanzata deve, infatti, restituire il quadro di Picasso e il brillante da 13 carati regalati dall&#8217;ex compagno per farsi perdonare uno &#8220;sgarbo&#8221;. La signora però può tenersi altri dipinti di autori famosi da Klimt a Man Ray ricevuti per San Valentino e per la festa della donna. Per la Cassazione (sentenza 18280) il Picasso e l&#8217;anello hanno un valore che va oltre la liberalità d&#8217;uso e il dono depaupera notevolmente il patrimonio del donante, anche quando è decisamente cospicuo.</p>
<p>Entrambi gli ex innamorati hanno fatto ricorso contra la sentenza della Corte d&#8217;appello che aveva deciso per la restituzione solo del dipinto e del brillante. L&#8217;ex fidanzata voleva tenere tutto, mentre il prodigo compagno chiedeva la restituzione di 13 oggetti d&#8217;arte. La Cassazione conferma però, sostanzialmente, il verdetto della Corte d&#8217;appello. La ricorrente principale avrebbe potuto tenere l&#8217;anello, che lei stessa definisce &#8220;sfavillante&#8221; e il Picasso solo se fosse entrata in possesso di quei beni con una donazione fatta con atto pubblico (articolo 782 del Codice civile). Per la Cassazione il dono complessivo, quadro più diamante, richiedeva uno &#8220;sforzo economico&#8221; desunto anche dalla motivazione del regalo: non un dono di routine ma &#8220;un presente per ottenere il perdono a fronte di un comportamento incongruo&#8221;. I cadeaux non potevano dunque ricadere nel raggio d&#8217;azione dell&#8217;articolo 770 del Codice civile comma secondo, in base al quale è considerata liberalità il regalo che si fa in cambio di un servizio o in conformità agli usi. Una norma nella quale rientrano invece gli altri beni offerti dal facoltoso fidanzato per San Valentino e la festa della donna. Senza successo il ricorrente sostiene che la norma si riferisce alla consuetudine di fare regali per festività &#8220;di conio antico&#8221; come il compleanno o il Natale.</p>
<p>Per la Cassazione però San Valentino, come la festa della donna non possono più essere considerate feste di serie B ma ricorrenze che si sono &#8220;imposte con indiscutibile rilevanza in Italia e nel mondo occidentale&#8221;.</p>
<p>Quindi sono giustificati regali importanti e non solo mimose o cioccolatini come pretendeva l&#8217;ex fidanzato.</p>
<p>E la prova che il quadro di Klimt fosse legato al San Valentino stava, oltre che nel soggetto scelto &#8220;Amanti&#8221;, in una mail che alludeva alla festa degli innamorati &#8220;in ritardo&#8221;. Ma soprattutto la Cassazione ricorda che la portata economica delle elargizioni va commisurata alle condizioni dei soggetti. E nel caso esaminato entrambi, prima di finire in tribunale, si erano scambiati regali preziosi.</p>
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		<title>La valutazione dell&#8217;opera è il vero punto critico</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/la-valutazione-dell-opera-e-il-vero-punto-critico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 07:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli, da Il Sole 24 Ore, 10 maggio 2016</p>
<p><span id="more-77535"></span></p>
<p>Perchè l&#8217;opera d&#8217;arte non ha un valore definito come gli immobili di pregio?Perchè ha tanti valori che oscillano a secondao di chi la valuta e del fine valutativo?Una risposta che esaudisca tutte queste domande non c&#8217;è, pur tuttavia nella valutazione ci possono essere un metodo e degli standard. Anche se nella maggior parte dei casi vi è: &#8220;una mancanza di linee guida precise sulla stesura di un documento di stima (quali sono gli elementi fondamentali da inserire?). Vi è confusione sulle termonologie (valore di mercato, valore assicurativo, ecc&#8230;.).  Gli Albi professionali esistenti (Cciiaa, Tribunale) non controllano e non richiedono aggiornamenti ai periti, nè regole di comportamento. Vi è una confusione sui metodi di valutazione e vi è una mancanza di uniformità nelle presentazioni degli elaborati e , infine, mancano standard condivisi e riconosciuti a livello internazionale&#8221; denunciano Lorenzo Bruschi e Roeland Kollewijn, membri di Rics (The Royal Institution of Chartered Surveyors). Rics Italia cinque anni fa si è fatta promotrice del progetto &#8220;Arts &amp; Antiques&#8221; finalizzato alla definizione di standard univoci e riconosciuti a livello internazionale per la corretta valutazione dei patrimoni artistici pubblici e privati.</p>
<p>Ma ci sono delle metodologie operative per una corretta definizione economica di un&#8217;opera d&#8217;arte? &#8220;Sì ala luce degli standard internazionali di valutazione previsti da Rics&#8221;. Quali sono? &#8220;Uniformità nell&#8217;approccio di valutazione ; credibilità e omogeneità delle opinioni sul valore, formulate da valutatori in possesso dei requisiti di formazione, qualifica ed esperienza; indipendenza, obiettività, etica e trasparenza nell&#8217;approccio  del valutatore; chiarezza in merito ai termini dell&#8217;incarico, delle commissioni e delle informazioni da divulgare e, infine, chiarezza in merito alla base di valore&#8221; rispondono gli esperti di Bigli ArtBroker. Tutte queste condizioni appaiono necessarie, compresa la chiarezza sullo scopo della valutazione (interessi celati) o l&#8217;uso improprio della stima (per esempio come garanzie finanziarie). Infatti, aver chiaro sin dall&#8217;inizio le ragioni per cui si giunge ad una valutazione è importante. I fini possono essere assicurativi: prima del danno (loss adjustment). Per ragioni tributarie, in occasioni di donazioni o in caso di successione e di tasse ereditarie, di divisioni del patrimonio e di divorzi. Prima di un acquisto o di una vendita. Da porre a garanzia su prestiti (banche), in cause giudiziarie, per financial reporting, per verificare e inventariare una consistenza patrimoniale. Così come per perizie, verifiche di autenticità e attribuzioni, ecc.</p>
<p>Quindi quando si parla di valutazione di opere d&#8217;arte non esiste un valore unico che va bene per tutte le circostanze. La stima cambia a seconda del contesto e dello scopo per cui si valuta un&#8217;opera. La valutazione a fini fiscali ha, per esempio, un valore diverso dalla valutazione a fini assicurativi. Negli Stati Uniti si distingue tra un valore assicurativo (insurance value), che è il più alto di quello fiscale perchè deve essere sufficiente a coprire il costo di sostituzione dell&#8217;opera se viene danneggiata e si vuole rimpiazzarla immediatamente con una simile (&#8220;dello stesso tipo e qualiotà&#8221;). Poi viene il valore di mercato (fair market value), usato anche per scopi fiscali, definito come la cifra per cui un venditore volontario e ben informato è disposto a vendere  e per cui un acquirente volontario e ben informato è pronto a pagare. Il fair value applicato ai casi di divorzio (divorce value) è più basso perchè rappresenta il valore rimasto al venditore dopo aver sottratto tutte le spese di vendita. Segue il valore in caso di bancarotta o liquidazione, che si ha quando il tempo per vendere diventa un fattore cruciale. infine il valore di &#8220;salavataggio&#8221;(salvage) che rappresenta il valore residuo dopo che l&#8217;opera ha subito un danno.</p>
<p>Ma quali sono le variabili che influenzano la valutazione?</p>
<p>&#8220;Il mercato di un opera più si allarga più cresce il valore dell&#8217;arte (locale, regionale, nazionale, internazionale) &#8211; proseguono gli esperti di Rics-. Bisogna sapere che il valore economico delle opere non sempre ne riflette il valore artistico o culturale. Il mercato nazionale poi ha dinamiche e logiche diverse (il vincolo della notifica dopo i 50 anni di vita dell&#8217;opera, ndr) da quello internazionale. Il valore cambia nel tempo e nello spazio ed è necessario un monitoraggio costante del mercato, anche perchè il gusto e la moda influenzano i valori. In senso negativo influiscono la mancanza di dati o dati inquinati relativi all&#8217;opera, la mancanza di materiale paragonabile e la diversità degli oggetti unici, le fluttuazioni economiche e il marketplace, la legislazione e la tassazione localmente differente e la soggettività di giudizio&#8221;.</p>
<p>Le criticità e le sfide per il valutatore?</p>
<p>&#8220;Trovare e selezionare dati affidabili di transazioni di opere d&#8217;arte simili, soppesare caratteristiche eterogeneee soggettive, equilibrare discrepanze, filtrare effetti di marketplace, giurisdizione locale e timing per arrivare a una valutazione motivata e solida&#8221;.concludono Bruschi e Kollewijn.</p>
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		<title>Nuove arti e vecchie &#8220;bolle&#8221;</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/nuove-arti-e-vecchie-bolle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2016 08:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Armando Torno, da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/nuove-arti-e-vecchie-bolle/">Nuove arti e vecchie &#8220;bolle&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Armando Torno, da Il Sole 24Ore, maggio 2016</strong></p>
<p><span id="more-77539"></span></p>
<p>Nella società contemporanea, dopo i crolli delle ideologie, il mercato è diventato un riferimento morale. I valori, etici o economici, si adeguano e si amalgamano. Il mercato non condiziona solo i beni materiali ma anche quelli ritenuti privilegio del gusto e della cultura. Un&#8217;opera d&#8217;arte, più che in passato, è considerata un investimento importante, un bene rifugio. Può diventare nel volgere di qualche anno un affare; o rivelarsi, anche in tempi rapidi, il contrario.</p>
<p>Queste osservazioni vanno poste in margine a quelle notizie, sempre più frequenti, dedicate ai record realizzati nelle aste da particolari capolavori. D&#8217;altra parte le stesse banche, oltre ai miliardari che ormai si sono globalizzati, hanno fatto acquisti importanti di arte, puntando anche su di essa per alimentare il loro patrimonio.</p>
<p>Le cifre raggiunte da alcune opere contemporanee possono equivalere al bilancio annuo di aziende medie. Si prendano i &#8220;Tre studi per un ritratto di John Edwards&#8221;, di Francis Bacon: un ricco asiatico li ha acquistati da Christie&#8217;s nel maggio del 2014 per 80 milioni di dollari. Era comunque superato da un altro trittico dello stesso pittore. &#8220;Tre studi di Lucian Freud&#8221;, assegnato nel 2013 dalla medesima casa d&#8217;aste  per 145 milioni di dollari  (arrotondiamo risparmiandovi i decimali). In tal caso l&#8217;acquirente era l&#8217;ex regina di Las Vegas Elaine Pascale Wynn. Gli ultimi decenni ci hanno abituato con sempre maggiore frequenza a simili botti . Il 12 maggio 2015 il mondo seppe che in un asta di Christie&#8217;s, a New York, Picasso con &#8220;Les Femmes D&#8217;Alger. Version &#8216;O'&#8221; raggiunse poco meno di 180 milioni di dollari e la scultua più cara della storia era diventata &#8220;L&#8217;homme au doigt&#8221; di Giacometti, venduta nella medesima sede d&#8217;asta a 141.285.000 dollari. Michelangelo, che si fece comunque pagare e dormiva  per prudenza sopra un cofano di monete d&#8217;oro, non avrebbe mai immaginato cifre simili. E &#8220;Silver Car Crash&#8221; di Andy Warhol meritò 105 milioni di dollari nel novembre 2013. Eccetera si dovrebbe aggiungere , perchè altri esempi e ulteriori montagne di soldi non mancano per opere anche di Barnett Newman o di Gustav Klimt. La corsa verso l&#8217;alto di talune eccellenze non guarda le crisi, anzi forse ne trae vantaggio: se così non fosse non sarebbe facile spiegare l&#8217;acquisto, nell&#8217;aprile 2011, da parte della famiglia reale del Qatar per 250 milioni di dollari de &#8220;I giocatori di carte&#8221; di Paul Cézanne.</p>
<p>Di contro, vi sono opere in auge sino a qualche lustro fa che non hanno retto lo sforzo compiuto dagli acquirenti. Negli anni sessanta e Settanta, per esempio, taluni pittori legati al metodo gioioso delle spinte politiche  (è bene ricordare che in Italia c&#8217;erano artisti che davano una quota dei loro ricavi al partito) non hanno più i medesimi ammiratori di un tempo. Senza contare che le mode passano e i valori implodono, soprattutto per chi finisce tra i minori. Va da sé che gli investimenti fatti con opere d&#8217;arte rientranti in questa categoria, oggi subiscono lo stesso trattamento dei prodotti finanziari che hanno approfittato delle bolle speculative. Con buona pace se questo genere è  entrato a far parte del patrimonio di una banca.</p>
<p>Di più. Negli ultimi trent&#8217;anni lo sviluppo tecnologico ha cambiato radicalmente il mondo dell&#8217;immagine e non soltanto il modo di comunicare. Oltre i nuovi dispositivi che permettono visioni delle opere comuni e di quelle d&#8217;arte diverse dalle tradizionali, è mutato il panorama iconico del mondo. Con le aste ormai globali sono stati sconvolti, rispetto al passato, i paramentri dei valori economici di un capolavoro. Un saggio appena uscito di Andrea Pinotti e Antonio Somaini dal titolo &#8220;Cultura visuale&#8221; (Einaudi, pp.320,euro 28), ricorda appunto la comparsa di nuove tipologie di immagini, con una situazione mediale in continua trasformazione. In altri termini, Pinotti e Somaini, che insegnano alla Statale di Milano e alla Sorbona, rammentano che diventa ormai urgente elaborare concetti e strumenti che aiutino a comprendere la nuova dimensione culturale delle arti. In pratica, aggiungiamo, occorre prepararsi ai nuovi valori di mercato e ai possibili ulteriori crolli. Che non mancheranno.</p>
<p>La banche hanno investito in arte con la medesima cautela e attenzione con cui concedevano prestiti, anche se sovente rubricarono tali acquisti sotto la voce delle spese. Comunque, investimenti e valori reali dovranno essre continuamente aggiornati a causa della rivoluzione in atto nella cultura visuale. Nuove forme d&#8217;arte stanno bussando. E forse riservano sorprese.</p>
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		<title>Tutti i rischi che corre il contemporaneo</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/tutti-i-rischi-che-corre-il-contemporaneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 12:35:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli, da Plus24 &#8211; Il Sole 24 Ore, 30 gennaio 2016</p>
<p><span id="more-77551"></span></p>
<p>L´anno record 2014 lo ricordano anche gli operatori, ora con il 2015 alle spalle e i segni  di un rallentamento, il 2016 si presenta con alcune criticità per il mercato internazionale dell´arte. Lo affermano proprio loro, gli operatori, intervistati da Londra dagli analisti di ArtTactic a dicembre e ora a gennaio sulle previsioni future. L´analisi sui risultati passati, condotta da ArtTactic sulle principali case dásta che trattano il moderno e il contemporaneo nel mondo, hanno segnato nei due più grandi mercati d´arte contemporanea, Stati Uniti-Europa e Cina una contrazione del 7,8% delle vendite, con importanti flessioni per l´arte cinese del 41%. &#8220;Vi sono stati altri mercati, soprattutto asiatici come l´India, il Sud-Est asiatico e il Medio Oriente &#8211; spiega Anders Petterson, managing director  di ArtTactic, &#8211; che hanno registrato una crescita del 14,28 e 5% rispettivamente&#8221;. Gli  esperti ritengono che nel futuro, anche breve, vi saranno dei movimenti divergenti  tra il mercato globale, in flessione o piatto negli Stati Uniti e in Europa, e alcuni mercati regionali particolarmente effervescenti o fortemente negativi.</p>
<p>Naturale la domanda: dove muoverà i suoi scambi l´arte?</p>
<p>&#8220;Oggi il sentimento generale appare meno ottimista rispetto a dicembre, quando le prospettive per sei su otto mercati d´arte regionali venivano giudicate neutrali o positive nei prossimi 12 mesi, con un <em>outlook</em> negativo solo per il mercato cinese e russo&#8221; prosegue Petterson.  Da gennaio il pessimismo è cresciuto: pesa prima di tutto l´íncertezza economica, causata dal rallentamento dell´econnomia cinese e dalla caduta del prezzo del petrolio con effetti ribassisti sul mercato azionario. Per la maggioranza, il 62% degli esperti intervistati, a gennaio infatti l´incertezza economica è il più grande rischio  sulle prospettive del mercato del contemporaneo nel 2016, seguito per il 40% dalla tassazione e regolamentazione e per il 33% dalla speculazione.</p>
<p>LA COMPETIZIONE</p>
<p>La rivalità di Christie&#8217;s, che ha chiuso il 2015 con un fatturato di 4,8 miliardi di £ in calo del 5% e Sotheby&#8217;s si intensificherà nel 2016: il 38% degli esperti (dal 21% del 2015) ritiene che Sotheby&#8217;s recupererà la leadership sul post-war e contemporary, persa dal 2012. Non solo è molto probabile che il segmento delle opere oltre il  milione, molto rarefatto e rischioso, non rappresenterà più il target delle case d´asta (nel <em>sentiment</em> è in calo del 21%) a favore di una crescita dei volumi nel <em>core market </em>tra i 100mila dollari e i due milioni per Christie&#8217;s e, addirittura dai 25mila al milione per Sotheby&#8217;s. Intanto il mercato corre sul web: Paddle8, attestata su prezzi compresi tra mille e 100mila dollari, nel 2015 ha aumentato i ricavi del 100%, una sfida vinta grzie a buyer&#8217;s premium si tutte le aggiudicazioni del 15% contro il 25% sotto i 100mila dollari di Christie&#8217;s, il 20% tra 100mila e 2 milioni, e del 25% sino a 200mila per Sotheby&#8217;s e del 20% tra 200mila e 3 milioni. Più conveniente per il <em>middle market</em> Phillips che richiede commissioni del 25% fino a 50.000 sterline, il 20% oltre i 50.000 e fino al milione  di £ e 12% oltre il milione di £. Insomma la battaglia tra le case d´asta si gioca sui margini da commissione. La corsa alle garanzie ora potrebbe raffreddarsi, la stagione dei saldi è iniziata a novembre: Christie&#8217;s ha ridotto il numero  di lotti con un ulteriore raffreddamento dei prezzi, soprattutto nel contemporaneo.</p>
<p>Per la major la Cina si è rivelata un terreno scivoloso, soprattutto l´area continentale: il totale delle vendite nel 2015 di Christie&#8217;s, Sotheby&#8217;s, Cina Guardian e Poly è sceso del 41%. Pagano dazio le case internazionali nel contemporaneo cinese perdendo il 59% delle vendite, contro il -9% di quelle domestiche, che guadagnano quote e salgono al 52,2%: Pechino si è rivelata una Waterloo per Sotheby&#8217;s  con un calo del 69% sul 2014 così come Shangai per Christie&#8217;s con -39%.</p>
<p>LE AREE IN CRESCITA</p>
<p>Queste le ragioni dello spostamento  delle case internazionali verso altri mercati asiatici e su artisti provenienti da Giappone, Corea del Sud e Sud Est asiatico. L&#8217;india rappresenta uno dei mercati domestici in grande spolvero: + 13,5% grazie alla forte spinta sull&#8217;arte indiana moderna e contemporanea di pundole, Saffronart e Christie&#8217;s Mumbai. Il Sud asiatico continua a essre uno dei migliori mercati con un +28% per Sotheby&#8217;s e Christie&#8217;s, domina l&#8217;arte indonesiana ed emerge quella filippina  con Singapore rafforzata  da nuovi investimenti in infrastrutture per l&#8217;arte come il Gillman Barracks (distretto delle gallerie) e la National Gallery Singapore.</p>
<p>Brillano nelle aggiudicazioni di arte moderna  e contemporanea mediorientale, su del 5%, Sotheby&#8217;s(28%) e Bonhams (16%) mentre flette Christie&#8217;s: la competizione rafforzerà gli artisti iraniani, libanesi ed egiziani e contribuirà ad ampliare la base dei collezionisti.L&#8217;arte latino-americana moderna e contemporanea, nonostante la crisi del Brasile (-14,3%), guadagna in asta l&#8217;11%, Phillips continua a conquistare quote su Sotheby&#8217;s. L&#8217;arte messicana domina le aste (29,2%), gli artisti colombiani sono al secondo posto, al terzo e in crescita i cubani, ma l&#8217;incertezza economica pesa sul futuro dell&#8217;area.</p>
<p>All&#8217;Africa guardano in tanti: gli esperti valutano da neutrale a positivo l&#8217;<em>outlook </em>per l&#8217;arte africana anche grazie ai livelli d&#8217;ingresso interessanti tra i 10.000 e 50.000 dollari. Unica incognita il basso prezzo del petrolio che potrebbe colpire il mercato dell&#8217;arte nigeriana. L&#8217;oro nero inficia anche le aste di arte russa moderna e contemporanea, crollate del 68% nel 2015, le case d&#8217;asta lasciano la Russia. L&#8217;<em>outlook</em> è negativo per il 2016 aprendo così la caccia alle opportunità d&#8217;acquisto.</p>
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