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	<title>Vendita e acquisto quadri &#039;800 e &#039;900 - Società di Belle Arti, Autore presso Società di Belle Arti</title>
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	<description>Quadri macchiaioli e del 800 e 900 in vendita</description>
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	<title>Vendita e acquisto quadri &#039;800 e &#039;900 - Società di Belle Arti, Autore presso Società di Belle Arti</title>
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	<item>
		<title>Ampia retrospettiva di Segantini al Palazzo Reale di Milano</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/ampia-retrospettiva-di-segantini-al-palazzo-reale-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 07:06:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Dal 18 settem [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/ampia-retrospettiva-di-segantini-al-palazzo-reale-di-milano/">Ampia retrospettiva di Segantini al Palazzo Reale di Milano</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-77233"></span></p>
<p>Dal 18 settembre 2014  al 18 gennaio 2015 a Palazzo Reale di Milano si terrà un&#8217;ampia retrospettiva di  Giovanni Segantini.</p>
<p>Nella circostanza saranno esposte 126 opere suddivise in sezioni tematiche.</p>
<p>Una scelta  resasi necessaria al fine di  mostrare  quanto fosse importante per il grande pittore divisionista la storia da narrare e, soprattutto, la complessa genesi dei suoi dipinti attraverso vari processi  di rielaborazione.</p>
<p>Molto ampia la sezione dedicata al tema contadino (presente il grandioso &#8220;Alla stanga&#8221; del 1886, apprezzabile dopo il restauro  e accostato nell&#8217;occasione al disegno di Praga).</p>
<p>Ma, come dichiara la curatrice Annie Paul Quinsac in un&#8217;intervista rilasciata ad Ada Masoero nel numero di settembre del <strong>Giornale dell&#8217;Arte</strong>,  &#8220;il paesaggio prende subito il sopravvento sulla presenza umana per effetto del suo panteismo naturalista: già nel brianteo &#8220;A Messa prima&#8221; la tonalità è simbolista. Segantini qui dà voce alla religiosità degli umili, che è al centro della sezione &#8220;Natura e Simbolo&#8221;, dove tra altri capolavori dipinti già in Svizzera, c&#8217;è la celeberrima &#8220;Ave Maria a trasbordo&#8221; (1886) con i disegni precedenti e successivi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.sba.it/giovanni-segantini-quadri-in-vendita/">LE ECCELLENZE</a><strong>   </strong><a href="http://www.sba.it/segantini-giovanni-biografia-quadri-in-vendita-valutazione-stima-perizia-certificata-di-dipinti-di-segantini-giovanni/">BIOGRAFIA DI GIOVANNI SEGANTINI</a>  <a href="https://www.sba.it/zh-hans/%e5%87%ba%e5%94%ae/">VUOI VENDERE O COMPRARE UN QUADRO DI QUESTO ARTISTA?</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Arte, entro luglio il decreto Cultura eliminerà i lacci alla libera circolazione</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/arte-entro-luglio-il-decreto-cultura-eliminera-i-lacci-alla-libera-circolazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 14:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[quadri-libera-circolazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/arte-entro-luglio-il-decreto-cultura-eliminera-i-lacci-alla-libera-circolazione/">Arte, entro luglio il decreto Cultura eliminerà i lacci alla libera circolazione</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marilena Pirrelli, da <a href="https://www.ilsole24ore.com/">Il Sole 24 Ore</a>, 13 giugno 2015</strong></p>
<p><span id="more-77230"></span></p>
<p>Riportiamo il seguente articolo nel BLOG della <a href="http://www.sba.it/">Società di Belle Arti</a>:</p>
<p>Manca solo il veicolo normativo, che potrebbe essere il decreto Cultura, per far passare una revisione significativa della regolamentazione della cicolazione delle opere d&#8217;arte, riforma condivisa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal vertice del Mibact.</p>
<p>Il gruppo d&#8217;interesse Apollo 2,- che rappresenta case d&#8217;asta internazionali, associazioni case d&#8217;asta nazionali, associazione antiquari e galleristi d&#8217;arte moderna e contemporanea, associazione librai antiquari e operatori della logistica &#8211; ha sollecitato l&#8217;inserimento della riforma nella delega di riforma della Pubblica amministrazione (legge Madìa), ma dovrebbe essere presentato in un decreto al consiglio dei ministri entro luglio.</p>
<p>La riforma cambierà la normativa prevista dalla circolare del ministero della Pubblica Istruzione del 13 maggio 1974 e alcuni articoli del Codice dei Beni culturali senza compromettere la funzione di tutela, ma darà respiro al mercato, frenato dalla limitata mobilità delle opere.</p>
<p>Lo ha annunciato giovedì scorso l&#8217;avvocato Giuseppe Calabi, in rappresentanza degli operatori, al convegno &#8220;Quale tassazione per le opere d&#8217;arte? Collezionismo, trasferimenti e mercato: questioni giuridiche e fiscali&#8221; all&#8217;Università Bicocca di Milano, promosso dal Dipartimento dei sistemi giuridici col coordinamento scientifico di Alessandra Donati.</p>
<p>Quali le novità?</p>
<p>&#8220;L&#8217;introduzione delle soglie di valore per l&#8217;esportazione delle opere (in Europa la soglia per i dipinti è a 150mila euro) e per coerenza anche per le notifiche- spiega Calabi-, la libera circolazione per le opere fino a 100 anni dalla loro realizzazione (dagli attuali 50), un termine obbligatorio alla Pa per emettere la licenza d&#8217;esportazione&#8221;.</p>
<p>Quali le nuove linee?</p>
<p>&#8220;Prevedono che il pregio artistico non debba essere criterio sufficiente per bloccare l&#8217;uscita dell&#8217;opera dai confini-specifica l&#8217;avvocato-, ma dovrà essere accompagnato dal criterio di rarità oltre che di pertinenza al patrimonio artistico italiano.</p>
<p>La stessa la rarità sarà declinata su criteri più oggettivi includendo l&#8217;assenza di una più opere analoghe in collezioni pubbliche o private, l&#8217;origine straniera considerata con estrema cautela, esclusa la possibilità di bloccare opere che si trovino casualmente in Italia&#8221;.</p>
<p>Altro annuncio fatto al convegno da Patrizia Sandretto Re Rebaundengo la firma del protocollo d&#8217;intesa tra 15 fondazioni private e il Mibact per nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato.</p>
<p>I relatori hanno passato in rassegna tutti gli aspetti giuridici e fiscali legati a produzione, possesso, scambio e circolazione delle opere, evidenziando i limiti del sistema italiano (notifica, fiscalità su import, eccesso di burocrazia per il mecenatismo, applicazione del Dds, difficoltà delle donazioni ai musei) e i vantaggi (normativa sulla successione e sul trust, assenza di tassazione del capital gain).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torna al <a href="https://www.sba.it/zh-hans/blog/">BLOG</a> della <a href="http://www.sba.it/">Soci</a>età  di Belle Arti</p>
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		<item>
		<title>Vincenzo Gemito, scultore folle e invidiato nella Ville Lumière</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/gemito-scultore-folle-e-invidiato-nella-ville-lumiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 06:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[vincenzo gemito]]></category>
		<category><![CDATA[sculture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Chiara Gatti, da  [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Chiara Gatti, da <a href="https://www.repubblica.it/"><em>La Repubblica</em>,</a> 10 gennaio  2018</strong></p>
<p><span id="more-77242"></span></p>
<p>Riportiamo nel BLOG della <a href="http://www.sba.it/">Società di Belle Arti</a> il seguente articolo :</p>
<p style="text-align: justify;">La gente di Napoli lo chiamava ‘o scultore pazzo. Un uomo difficile , folle ma attraente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.sba.it/zh-hans/%e8%89%ba%e6%9c%af%e5%ae%b6/gemito-vincenzio-biografia-vendita-opere/">Vincenzo Gemito</a> (1852-1929) era un genio di natura, nato con un talento nelle mani.</p>
<p style="text-align: justify;">Modellare la terra cruda o la cera madre come fossero burro.</p>
<p style="text-align: justify;">Già a dodici anni, nelle botteghe dei maestri che lo accoglievano come garzone, plasmava nella creta personaggi fragili.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavorati a pollice.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi, piccoli eroi del suo popolo del mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Pescatori, acquaioli, bambini accucciati con la lenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Si narra che chiedesse ai giovani modelli di posare in bilico su rocce cosparse di sapone.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo così poteva ritrarre davvero la tensione dei muscoli, l’equilibrio  instabile dei corpi, la concentrazione nella pesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i ragazzi di Mergellina, orfani di affetti, simbolo di un’infanzia emarginata, non era uno svago, ma una lotta quotidiana per la sopravvivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu questa sua adesione al dramma degli umili, la capacità di catturarlo nella materia, a colpire il pubblico francese.</p>
<p style="text-align: justify;">“Plein de vie”, piene di vita, furono giudicate l sue opere dalla critica parigina quando, nel 1878, vennero presentate alla Esposizione Universale, nella sezione che documentava il progresso degli italiani nella ricerca plastica.</p>
<p style="text-align: justify;">Vincenzo Gemito fece discutere.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese prima aveva esposto il suo ritratto di Giuseppe verdi al Salon della Società degli artisti francesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un soggetto istituzionale, splendidamente intimo, toccante nell’indagine del volto assorto , ma non certo audace come poteva apparire invece il fisico nudo di un ragazzino appeso a uno scoglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Fioccarono sui giornali aggettivi come “laido” e “disgustoso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la potenza del suo verismo superò ogni pruderie. E ottenne una medaglia d’oro.</p>
<p style="text-align: justify;">All’epoca, condivideva un appartamento , in rue de Rude, con l’amico pittore Antonio Mancini.</p>
<p style="text-align: justify;">  Trascorsero insieme un periodo di convivenza minato dal conflitto inevitabile fra caratteri forti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu tuttavia merito di Mancini se Gemito approdò alla Maison Goupil, celebre galleria, crocevia di nomi emergenti dell’arte internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i colleghi di Parigi guardavano con invidia alle sue abilità tecniche nella fusione di cera persa (ne lasciò la ricetta segreta agli scultori Dubois e Dalou), il  girovagare per i salotti culturali della città lo portò ad incontrare Giovanni Boldini, “the little italian”, il ritrattista più richiesto della belle époque, cui dedicò un busto bronzeo, oltre al vecchio maestro napoleonico Meissonier, il “peintre des garnisons” come lo aveva definito Baudelaire, alludendo alle sue famose scene di battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a lui donò il Pescatore che tanto scandalo aveva raccolto all’Expo e che Meissonier amò intensamente per le sue forme sode, generate dall’argilla.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le statue di Vincenzo Gemito sono i passatempi di un demiurgo” scriverà, in pieno Novecento, Savinio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel Dio dei miserabili, dietro la sua lunga barba da stilista, era riuscito a fondere l’eredità della statuaria classica ammirata al Museo archeologico di Napoli con il sentimento vivido della natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Non stupisce che, lontano dal suo mare, si sentisse un po’ perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">“Io sto qui per fare danari e conoscenze” confessava da Parigi; “questo è un Paese che uno di talento può divenire ricco!”.</p>
<p style="text-align: justify;">E il successo lo gratificò infatti con altre menzioni “honorable” al Salon e con commissioni ben pagate.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritratti, soprattutto .</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ogni ritorno a Napoli era lenitivo per la sua insania latente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dolori, perdite familiari, inquietudini innate lo trascinarono presto lontano dalle luci di Parigi.</p>
<p style="text-align: justify;">In una lettera a Meissonier, vergata per chiedere consiglio su una richiesta regale arrivata da Umberto I, esplose il suo malessere.</p>
<p style="text-align: justify;">Era il 1886.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inizio della follia.</p>
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		<item>
		<title>Il trust utile ad artisti e collezionisti</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/il-trust-utile-ad-artisti-e-collezionisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 06:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[dipinti]]></category>
		<category><![CDATA[trust]]></category>
		<category><![CDATA[collezionisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> di Gabriele Biglia, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> di Gabriele Biglia, da Plus24 &#8211; <a href="https://www.ilsole24ore.com/">Il Sole 24 Ore</a>, 16 giugno 2018</strong></p>
<p><span id="more-77253"></span></p>
<p>Riportiamo il seguente articolo nel BLOG della <a href="http://www.sba.it/">Società di Belle Arti</a>:</p>
<p>Il ricorso all’utilizzo del trust è sempre più frequente in Italia., non solo da parte di chi è in possesso di un collezione d’arte e desidera trasmettere ai beneficiari o alla collettività la ricchezza della propria raccolta nella sua unitarietà, trasformando beni privati in beni pubblici , ma anche da parte degli artisti  stessi, che guardano a questo strumento come una alternativa alla costituzione di fondazioni o associazioni. Infatti, il trust può consentire al disponente di mantenere rapporti con i propri beni, al contrario di quanto previsto dalle fondazioni.</p>
<p>“ Lo strumento del trust è mutuato dal diritto anglosassone ed è sempre più diffuso nel nostro Paese. Nei sistemi di <em>common law</em>, l’<em>estate</em>, ossia i beni e le posizioni attive e passive del <em>de cuius</em>, viene attribuito al momento della morte ad un esecutore testamentario il quale eseguirà le sue volontà (se esistenti), pagherà gli eventuali debiti e poi, potrà successivamente trasferire i beni ai “beneficiari”, che possono esser sia persone fisiche che giuridiche”, spiega l professoressa Marta Cenini, Of counsel e Chief Knowledge Management DLA Piper Italy, in occasione del convegno organizzato lunedì scorso a Villa Necchi Campidoglio a Milano, dallo studio legale internazionale.</p>
<p>“Al contrario , nel nostro ordinamento , l’erede entra immediatamente in possesso e nella disponibilità dei beni e in tutte le posizioni attive e passive del disponente, o in una quota di esse, nel caso vi siano più eredi, appena si apre la successione”.</p>
<p>Un tema molto importante che dà spunto a una comparazione con il nostro ordinamento e quello inglese, riguarda il lascito degli artisti: “Quando muore un artista c’è l’idea che l’erede sia il suo custode dell’eredità artistica e morale, dei suoi beni materiali (le opere) ed immateriali.</p>
<p>Nei paesi di <em>common law</em> si è scelto il trust per organizzare il lascito artistico di singoli maestri: si pensi all’Henry Moore Trust o al Robert Raushenberg Revocable Trust, diventato irrevocabile alla morte dell’artista ed erede del suo patrimonio di opere e non solo, di cui una parte è stata poi devoluta alla Raushenberg Foundation”.</p>
<p>Anche in Italia si sta diffondendo l’utilizzo di questo istituto da parte degli artisti, talvolta viventi, per assicurare la valorizzazione della loro opera anche dopo la morte , sovente nei casi in cui non abbiano eredi o li ritengano non idonei allo scopo.</p>
<p>Strumento usato più frequentemente dagli eredi stessi al fine di essere supportati in attività che richiedono alta specializzazione: “In queste tipologie di trust è centrale, oltre alla figura del trustee professionale, la presenza di soggetti terzi, qualificati nel settore artistico specifico di riferimento che in varia veste (guardiani, comitato di specialisti) supportano il trustee nell’attuare lo scopo del trust. Non è esclusa una presenza attiva a vari livelli  anche dell’artista o del collezionista e, dopo la sua morte, di eredi o di terzi da esso indicati”, spiega Raffella Sarro, avvocato e trustee professionale de La Trust Company Spa.</p>
<p>L’altra tipologia di trust utilizzata anche nel nostro Paese è quello volto alla costituzione di fondi destinati ad investimenti in opere d’arte: “Si tratta di un trust di carattere “speculativo”.</p>
<p>In un caso specifico da me seguito, i soggetti non avevano, singolarmente, le risorse finanziarie per affrontare l’investimento e non si sentivano sufficientemente preparati, vista la peculiarità dei beni artistici interessati, né volevano affidarsi alla consulenza di mercanti d’arte”afferma Sarro.</p>
<p>“Questa tipologia di trust permette di strutturare l’operazione in modo da far sì che le decisioni più importanti relative alla gestione del fondo siano assunte dal trustee sulla base delle indicazioni fornite da un comitato di apportatori che delibera usualmente a maggioranza. A ciascun investitore è attribuito un numero di voti commisurato all’apporto” conclude il legale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torna al <a href="https://www.sba.it/zh-hans/blog/">BLOG</a> della Società di Belle Arti</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Approvato il decreto attuativo sulla circolazione dell’arte</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/decreto-circolazione-beni-culturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2018 06:56:54 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">http://www.sba.it/2018/05/28/decreto-circolazione-beni-culturali/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/decreto-circolazione-beni-culturali/">Approvato il decreto attuativo sulla circolazione dell’arte</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marilena Pirrelli, da  Plus24-Il Sole 24Ore, 26 maggio 2018-05-28</strong></p>
<p><span id="more-77271"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Venerdì 17 maggio il ministro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Franceschini">Dario Franceschini</a> ha firmato il decreto ministeriale n. 246 su “Condizioni, modalità  e procedure per la circolazione internazionale di beni culturali”. Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione ed entro 30 giorni sarà pubblicato.  Plus24 è in grado di anticipare alcuni contenuti del decreto, alla erdazione del quale ha contribuito l’avvocato Giuseppe Calabi dello studio CBM &amp; Partners di Milano, membro del Gruppo di lavoro istituito dallo stesso ministro lo scorso novembre.</p>
<p><strong>Avvocato che cosa contiene il decreto attuativo?</strong></p>
<p>Dà attuazione a quanto previsto dall’articolo 1, comma 176, della legge Concorrenza n.124/2017 approvata lo scorso 4 agosto. Il decreto disciplina vari aspetti che attengono al regime di circolazione internazionale di beni culturali, in entrata ed in uscita dal territorio italiano. Vi sono innanzitutto nuove norme in materia di rilascio su richiesta di CAI e CAS ( Certificati di Avvenuta Importazione extra Ue e di Avvenuta Spedizione dalla Ue) che sostituiscono le previsioni del R.D. 30 gennaio 1913, n.363.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cosa cambia?</strong></p>
<p>Il decreto, in particolare, vuole garantire l’effettiva provenienza di un bene culturale dallo Stato estero dal quale proviene o nel quale è stato acquistato. Si richiede, in particolare, che si dia un’evidenza documentale della fattura d’acquisto e dei documenti di spedizione. Come noto, un bene culturale munito di CAS o di CAI può uscire nuovamente dal territorio italiano nei successivi cinque anni senza bisogno di un controllo all’esportazione, che sia destinato ad un Paese UE o Extra UE.</p>
<p><strong>Come è disciplinata l’autocertificazione?</strong></p>
<p>Il decreto regolamenta l’autocertificazione delle cose d’interesse culturale realizzate da meno di 70 e da oltre 50 anni da artisti non viventi, disciplinando la potestà dello Stato di dichiarare le stesse di interesse eccezionale nel termine dei 60 giorni dalla data dell’inserimento dell’autocertificazione nel Sistema informativo del ministero (SUE). E’ anche stata prevista, con un’interpretazione analogica dell’articolo 70 del Codice dei beni culturali, la possibilità che un bene autocertificato e destinato all’uscita sia coattivamente acquistato dallo Stato al valore dichiarato. Il Codice, infatti, prevede l’acquisto coattivo unicamente per i beni per i quali è previsto l’attestato di libera circolazione o la licenza di esportazione (oggi i beni che hanno più di 701 anni).</p>
<p><strong>E poi la soglia di valore come verrà applicata?</strong></p>
<p>Il decreto chiarisce i criteri per l’individuazione del valore: ad esempio se un bene è stato venduto all’asta oppure oggetto di una compravendita a trattativa privata, il valore è quello che risulta dal verbale di aggiudicazione o dalla fattura, al netto di commissioni di intermediazione o spese assicurative o di trasporto. ll decreto, inoltre, chiarisce che nel caso di autocertificazione di beni destinati ad essere esportati fuori dall’Europa, a meno che non siano dichiarato di eccezionale interesse nel termine previsto di 60 giorni, sia comunque richiesta una licenza d’esportazione qualora abbiano un valore superiore alle soglie del regolamento comunitario 116/2009 ( per esempio 150mila euro per i dipinti) e la licenza debba essre necessariamente rilasciata. Il regolamento ha disciplinato anche l’autocertificazione delle cose comn più di 70 anni dalla loro creazione, ma con un valore inferiore ai 13.500 euro ( soglia unica prevista dalla legge Concorrenza), prevedendo come per i beni tra 50 e 70 anni la procedura in base alla quale la cosa sotto la soglia possa essere dichiarata di eccezionale interesse ovvero di interesse particolarmente importante. Anche per questi bene è previsto l’acquisto coattivo.</p>
<p><strong>Anagrafe e passaporto quando arriveranno?</strong></p>
<p>Il decreto prevede che il ministero attivi entro la fine del prossimo anno sul SUE l’anagrafe della circolazione internazionale che consente la gestione e il controllo in tempo reale di tutti i dati relativi a cose e beni culturali in transito sul territorio nazionale. L’anagrafe rilascerà anche il passaporto di durata quinquennale previsto dalla riforma.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Qual è il suo giudizio complessivo sull’attuazione della riforma?</strong></p>
<p>Il decreto attuativo ha il prego di chiarire numerosi punti che in questi primi nove mesi erano rimasti aperti, ad esempio i criteri per l’individuazione del valore rilevante per l’applicazione della soglia. Il decreto avrebbe potuto chiara iure meglio il regime applicabile ai beni infra 70 ed ultra 50di provenienza estera., per i quali non è previsto il rilascio su richiesta di CAS e CAI: questi beni per un periodo pari ad un quinquennio dal loro ingresso sul territorio italiano non dovrebbero – in base allo spirito della riforma – essere dichiarati di eccezionale interesse e dovrebbero uscire liberamente, al pari di quelli (ultra 70) muniti di CAS e CAI.</p>
<p>Ma, complessivamente: è meglio una riforma, anche se temperata  da numerose mediazioni, che nessuna riforma.</p>
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		<title>Ingressi record nei musei statali</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/ingressi-record-nei-musei-statali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 May 2018 08:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Vincenzo Chierchi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Vincenzo Chierchia, da Il Sole 24 Ore, 3 maggio 2018</strong></p>
<p><span id="more-77275"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Accellera la corsa a visitare i musei, circa 9 milioni gli ingressi in soli tre mesi.  Come ha fatto sapere ieri il <a href="https://www.beniculturali.it/">ministero Beni culturali e turismo</a> (Mibact) sono stati 8 milioni e 960.833 i visitatori dei luoghi della cultura statali tra gennaio e marzo 2018, il 23% in più rispetto allo stesso periodo 2017. Dopo il record storico di 50 milioni di visitatori raggiunto lo scorso anno, il2018 si avvia così a registrare un nuovo primato il sistema museale nazionale interessato dalla riforma del Ministro Franceschini nel 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">“ I risultati – spiegano al Mibact- sono amplificati dalla sempre maggior presenza del ministero e dei musei autonomi sui social media attraverso gli account @musei italiani, veicolo delle campagne mensili che invitano il pubblico a fotografare e rilanciare sui social media e immagini di opere presenti nelle collezioni statali collegate a un tema proposto, che per questo mede di maggio, sarà il design con l’hashtag “art design”. E la Triennale di Milano, della cui Fondazione il Mibact è uno dei soci pubblici, è certo il più importante museo italiano dedicato al design , impegnato oggi in un riassetto della governante sotto la presidenza Boeri.</p>
<p style="text-align: justify;">A guardare poi in dettaglio i dati, emerge che la toscana è la regione con il maggior incremento di visitatori tra gennaio e marzo nei musei, nei monumenti e nelle aree archeologiche statali, con una crescita del 43% degli ingressi, sull’onda delle molteplici iniziative a livello locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Lazio conferma il suo primato con 4.770.410 biglietti staccati, più 31% rispetto allo stesso periodo del 2017.  La classifica per percentuale di crescita vede prima la Toscana con +43, 44%, secondo il Lazio con con + 30,89%, terza la Puglia con il +23,15%, quarto il Friuli Venezia Giulia con il +19,7% e quinta l’Umbria con 16,75%”.  Buoni anche gli incrementi in Basilicata (+15,7%) e Campania (+10,2%).</p>
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		<title>Pronti all&#8217;asta più importante del secolo</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/asta-piu-importante-del-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 07:21:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Silvia Anna Barri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Silvia Anna Barrilà, da Plus24-Il Sole 24 Ore, 21 aprile 2018</strong></p>
<p><span id="more-77287"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Manca poco aquella che è stata anticipata come l’ata del secolo: la dispersione della collezione d’arte e oggetti decorativi di <a href="https://www.moma.org/calendar/exhibitions/425">David e Peggy Rockfeller</a>, che si terrà l’8,il 9 e il 10 maggio da Christie’s a New York e online a partire dal 1 maggio. Si attende un risultato superiore a quello realizzato nel 2009 da Christie’s a Parigi dalla collezione di Yves Saint Laurent e pierre Bergé, pari a 374 milioni di euro. Figlio di John D. Rockfeller Jr. e Abby Aldrich Rockfeller e nipote del famoso John D. Rockfeller, David Rockfeller ha raccolto con la moglie Peggy più di 1.550 opere e oggetti stimati più di 500 milioni di dollari, ma alcuni prevedono un risultato superiore a 1 miliardo di dollari. “Non posso fare speculazioni sul risultato finale – ha detto al telefono Jonathan Rendell, Deputy Chairman Christie’s  America, &#8211; ma la risposta del pubblico al tour della mostra che ha toccato Cina, Europa e Usa è stata molto positiva. E’ la più grande vendita per beneficenza mai organizzata e prosegue la tradizione filantropica di famiglia iniziata con John D. Rockfeller”. Il ricavato, infatti, andrà a favore di 12 fondazioni tra cui il MoMA  (cofondato dalla madre di David Rockfeller) e l’università di Harvard.</p>
<p style="text-align: justify;">Le aste copriranno diversi settori del collezionismo, dall’arte asiatica all’epoca moderna, con oggetti a partire da poche centinaia di dollari. Molti appartengono  alle arti decorative del XVIII secolo e provengono dalle case dei Rockfeller a New York, nella contea di Westchester e nel Maine. I servizi di porcellana saranno ben 69. “I Rockfeller usavano questi oggetti nella vita quotidiana – ha raccontato ad ArtEconomy24 Peter Johnson, lo storico della famiglia – non erano quel tipo di collezionisti che chiude gli oggetti in una teca e non permette agli ospiti di avvicinarsi”. “Quello delle arti decorative è un settore in sofferenza rispetto a 20 anni fa – ha spiegato Jonathan Rendell, ma il nome rockfeller risvegli l’interesse del pubblico, per quanto non si possa quantificare l’effetto della provenienza sul valoire finale. Nelle stime non ne teniamo conto, guardiamo alle opere  paragonabili, ma in questo caso èsifficile perché sono il top”.  In particolare si riferisce ai dipinti impressionisti e moderni, che costituiscono il nucleo più prezioso della collezione. Un settore che oggi desta grande interesse in Asia, per cui è probabile che alcune opere voleranno in Cina. “ Il 35% della clientela di christie’s attualmente è in Asia – così Rendell – ovviamente per noi è un mercato molto importante”. La passione dei Rockfeller per l’arte moderna e impressionista nacque grazie ad Alfred Barr, primo direttore del  MoMA , che la consigliò quando iniziarono a collezionare seriamente. Prima di allora David e Peggy Rockfeller avevano acquistato ritratti settecenteschi di poca importanza per arredare la casa della fine degli anni ’40, ma fu proprio la moglie di Barr, una sera a cena, a criticare tutti quegli uomini in divisa appesi alle pareti, scatenando nella coppia il desiderio di acquistare veri capolavori. Tra questi ci sono le ninfee di Monet , un’opera per cui Christie’s si aspetta un risultato tra i 50 e i 70 milioni di dollari, appartenente ad una serie a lungo trascurata e rivalutata nel dopoguerra , e “Odalisque couchée aux magnolias” di Matisse, la sua opera più importante mai offerta all’asta. Un altro quadro eccezionale è “Fillette à la corbeille fleurie” di Picasso, un dipinto del periodo rosa , rarissimo sul mercato, che Rockfeller scelse dalla collezione di Gertrude Stein nel 1967. All’epoca l’intera collezione fu valutata 6,8 milioni di dollari (comprendeva una trentina di Picasso e sette Gris), Rockfeller  la acquistò con altri cinque partner, ognuno dei quali versò poco più di un milione di dollari (uno saltò all’ultimo momnento per cui Rockfeller versò due quote); oggi Christie’s si spetta offerte tra i 90 e i 120 milioni di dollari solo per quest’opera. Un altro Seurat stimato 35 milioni di dollari fu acquistato da Rockfeller – sempre grazie a Barr per 100.000 dollari. “David Rockfeller non si aspettava un tale aumento dei prezzi dell’arte – ha dichiarato lo storico Peter Johnston, &#8211; ma poi capì che questo cambiamento del mercato era a suo favore, perché gli permetteva di raccogliere ancora più fondi a scopi filantropici”. Già nel 2006 un suo Rothko, valutato a scopi assicurativi, passò da 3 a 30 milioni nel giro di un anno dopo l’ingresso nel mercato degli oligarchi russi. L’anno successivo lo vendette a 72 milioni ai reali del Qatar. Lo aveva pagato 10mila dollari nel 1960.</p>
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		<title>Da Morandi a Gianni Pettena e Carsten Höller sale la qualità a Miart</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/miart-2018-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2018 06:59:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Gabriele Biglia,  [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Gabriele Biglia, da Il Sole 24Ore, 17 aprile 2018</strong></p>
<p><span id="more-77306"></span></p>
<p>Le opere del Novecento e gli artisti storicizzati e affermati hanno alzato il livello della 23ª edizione di <a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.miart.it/&amp;from=Da+Morandi+a+Gianni+Pettena+e+Carsten+H%C3%B6ller+sale+la+qualit%C3%A0+a+Miart" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Miart</a> conclusasi il 15 aprile nei padiglioni di Fieramilanocity. Il giudizio degli espositori che vi hanno partecipato sembra essere molto positivo: Miart in questo momento si qualifica come la migliore art fair italiana. Il posizionamento raggiunto dalla fiera milanese negli ultimi anni ha portato i galleristi di moderno e contemporaneo ad alzare un po’ di più l&#8217;asticella del livello qualitativo delle opere, proponendo talvolta artisti che solitamente si possono trovare esposti solo oltre confine, negli appuntamenti fieristici internazionali. Alcuni stand sono stati pensati per promuovere progetti espositivi particolarmente ambiziosi e tutt&#8217;altro che scontati, donando così una nuova fisionomia alla manifestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da riscoprire. Alcuni maestri storicizzati attendono ancora di essere valorizzati. Nella sezione “Decades” che proponeva una scelta di artisti chiave di ciascun decennio del XX secolo a partire dal 1910 fino al 1990, la <a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.sba.it/&amp;from=Da+Morandi+a+Gianni+Pettena+e+Carsten+H%C3%B6ller+sale+la+qualit%C3%A0+a+Miart" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Società di Belle Arti </a>di Viareggio, specializzata in quadri di pittori italiani dell&#8217;800 e del 900, ha presentato circa 20 opere del maestro livornese Oscar Ghiglia (1876-1945), tra cui un capolavoro come la notevolissima natura morta del 1908 “Il gomitolo rosso”: “Ghiglia è stato un pittore molto raffinato, legato in gioventù a Giovanni Papini e Amedeo Modigliani, su cui, a partire dalla sua morte, è caduto un velo di polvere, un silenzio che ha avvolto le opere e il talento di questo maestro tutto da riscoprire” ha spiegato Elisabetta Matteucci. I collezionisti di pittura figurativa si sono dimostrati molto interessati, anche perché i prezzi di listino sono ancora piuttosto contenuti rispetto alla qualità dei dipinti: “I dipinti presentati a Miart, sono una anticipazione della mostra che la Fondazione Matteucci inaugurerà il 6 luglio prossimo al <a href="http://www.cemamo.it/">Centro Matteucci per l&#8217;Arte Moderna</a> di Viareggio: “Ghiglia classico &amp; moderno”. Oggi i prezzi dei suoi quadri posso partire dai 10-20mila euro fino a raggiungere gli 80-100mila, a seconda della qualità e della loro storia”.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Arte, investre su artisti ed epoche</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/arte-investimento-quadri-800-900/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2018 09:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sba.it/2018/02/22/arte-investimento-quadri-800-900/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.sba.it/zh-hans/arte-investimento-quadri-800-900/">Arte, investre su artisti ed epoche</a> proviene da <a href="https://www.sba.it/zh-hans/">Società di Belle Arti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marilena Pirrelli, da Il Sole 24 Ore , 9 maggio 2017</strong></p>
<p><span id="more-77318"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La flessione a 56,6 miliardi (-11%) nel 2016 degli scambi globali di arte (Art-Basel-Ubs-Arts-Economics) non ha impressionato nessuno. Era atteso un sano riposizionamento del mercato, che avrebbe dovuto restituire equilibrio in alcuni segmenti più speculati nel contemporaneo, adeguando l’offerta alla domanda. E così è stato visti i risultati sin dall’inizio di quest’anno con le buone performance delle aste serali con tassi di venduto che hanno sfiorato il 90% in valore con record come quello di Gustav Klimt e il buon andamento degli scambi dei galleristi nelle principali fiere (Tefaf-ArcoMadrid-Armory Show-ArtDubai-ArtBasel Hong Kong-Miart-Frieze NY). E’ migliorata la liquidità delle opere su un mercato nuovamente predisposto all’investimento entro giuste stime.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’epoca di tassi bancari negativi o quasi,  l’arte è per molti, privati ed istituzioni, un’alternativa d’investimento competitiva e per chi vende opere di qualità un buon momento per vedere riconosciute le aspettative di rendimento. La pressione degli ambienti finanziari si avverte a tutti i livelli del mercato dell’arte: le grandi banche come Ubs, Deutsche Bank, Citibank e JP Morgan sono i potenti partner dei grandi eventi dell’arte – come fiere, biennali , esposizioni e premi – che influenzano la quotazione degli artisti e spesso sono anche i prestatori alla base di operazioni di compravendita. Così come le multinazionali, soprattutto del lusso e delle auto, ridanno lustro alla propria immagine sostenendo produzioni artistiche o creando nuovi spazi espositivi, come la Fondazione Louis Vuitton e il futuro museo della Bourse de Commerce di Parigi voluto da Francois Pinault , patron anche di Christie’s.</p>
<p style="text-align: justify;">La relazione poi  sempre più stretta tra biennali d’arte, musei e<a href="https://www.sba.it/zh-hans/"> gallerie commerciali</a> chiude il cerchio. Sapere che il sistema finanziario influenza il mercato dell’arte  e che quest’ultimo “muove” il sistema dell’0arte restituisce quel po’ di consapevolezza e trasparenza ancora per tanti versi rara, fortemente richiesta da appassionati d’arte, collezionisti e investitori.</p>
<p style="text-align: justify;">“Rispetto agli investimenti tradizionali, finanziari o immobiliari – spiegano da Artprice, banca dati d’asta fondata e presieduta da Thierry Ehrmann- l’opera d’arte presenta non solo un valore estetico ma anche la possibilità di rendimenti competitivi. L’elevata volatilità dei prezzi, che sembra conferire a questo investimento un rischio eccessivo, può essere controllata”, assicurano da Artprice. In realtà, sarebbe consigliabile avere maggiore prudenza e coltivare meno certezze. Ma vediamo qualche esempio. Sulla base di più di 3.900 lotti posti in asta, Artprice ha valutato una redditività dell’investimento (Roi)  media del +88% , per il possesso medio per 11 anni, pari ad una progressione annua del +5,9% Sul campione esaminato Artprice registra una variazione di prezzo negativa del 45% delle opere. Non è poco e qui fa premio la prudenza. “Fortunatamente , i ricavi (quando ci sono, <em>ndr</em>) compensano in ampia misura le perdite – assicurano gli analisti di Artprice-. Condizione necessaria, però, è costruire una collezione articolata, diversificando gli acquisti (per artisti e periodicità nell’arco della storia dell’arte, <em>ndr</em>) per ridurre il rischio globale  e di approfittare della crescita generale dei prezzi nel lungo termine.”. Gli esempi osservati nel 2016, consentono di cogliere  qualche trend: record con l’opera “La Meule” di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Claude_Monet">Claude Monet</a> aggiudicata per 4,8 milioni di dollari nel 1990, a quasi 12 milioni (+150%) nel 1999, ha raggiunto la vetta di 81,5 milioni ()oltre  +579%) nel 2016, la migliore vendita in asta dell’anno. Ancora “Girls on the bridge” di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edvard_Munch">Edward Munch</a> venduta per 7,7 milioni di dollari nel 1996, poi per 30,8 nel 2008 h atoccato i 54,5 milioni di dollari nel novembre 2016 da Sotheby’s (oltre il 600%). Naturalmente questi sono gli ottimi risultati di capolavori impressionisti e moderni. Buon momento anche per l’Optical Art: “Rhombus-C (1968) di Victor Vasarely acquistato a 14.700 dollari nel 2004 da Farsetti a Prato re rivenduto più tardi a Vienna, da Dorotheum, per 106mila dollari, ha moltiplicarto di oltre sette volte il suo prezzo d’acquisto. “Ballet blanc” (1998) di George Condo, acquistato nel 2003 per 14.300 dollari da Christie’s New York e scambiato da Sotheby’s nella stessa città, a settembre 20165, per 200mila dollari ha reso al suo collezionista un rendimento annuale del +22%. La tela “Another Place” (1959)di Richard Smith (1931-2016) acquistato da Christie’s Londra a marzo 2006 per 2.700 dollari e venduto lo scorso novembre per 44.000 da Sotheby’s Londra  ha registrato nel decennio una plusvalenza del +1500%, approfittando del risveglio del mercato dell’artista all’annuncio della sua scomparsa il 15 aprile 2016: quest’anno i lotti venduti sono già triplicati.</p>
<p style="text-align: justify;">Le performance, naturalmente, si possono monitorare solo per le opere che tornano in asta, per il resto si fanno analisi  comparate. Al di là dei casi di successo, l’incertezza degli investimenti sul mercato dell’arte pè legata all’evoluzione delle scelte sul lungo termine. Se le variazioni dei prezzi sono relativamente deboli nel corso dei mesi,  i valori possono impennarsi o crollare in uno o più decenni. E si può finire nella polvere come nel caso di “From the Series of Office Affairs”(2008/09) di Vassilly Tsagolow (1957) acquistato da Phillips Londra nel 2009 per 54mila dollari e rivenduto dalla stessa casa per 1.700 il 13 aprile 2016 con un tonfo del 97%. Un caso tra i molti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Import/export: in attesa dei decreti</title>
		<link>https://www.sba.it/zh-hans/import-export-quadri-nuova-normativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vendita e acquisto quadri '800 e '900 - Società di Belle Arti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 09:12:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marilena Pirrelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marilena Pirrelli, da Plus24 &#8211; Il Sole 24 Ore, 9 dicembre 2017</strong></p>
<p><span id="more-77337"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’applicazione della legge n. 124 del 4 agosto 2017, che modifica le regole sull’esportazione di opere d’arte, attende i decreti attuativi. Con la circolare interpretativa n.45 del 28 agosto 2017, la direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio  ha precisato ai direttori degli uffici Esportazione che mentre la soglia temporale è d’immediata applicazione (innalzamento da 50 a 70 anni dell’età dell’opera), l’applicazione della soglia di valore per le cose ultra 70enni è sospesa in attesa del decreto ministeriale di prossima approvazione. Il 1 dicembre si è insediato un gruppo di lavoro al <a href="https://www.beniculturali.it/">Mibact</a> – presieduto dal Capo dell’Ufficio Legislativo, Paolo Carpentieri, e composto da funzionari del Ministero, dal consigliere giuridico del ministro Lorenzo Casini  e dall’avvocato Giuseppe Calabi, in qualità di esperto della materia – per definire le modalità di applicazione della legge. Le riunioni proseguiranno fino al 31 dicembre, data entro cui dovrà essere sottoposta al ministro Dario Franceschini una proposta di decreto attuativo, anche se è possibile che vi sia un lieve slittamento, data la complessità dei temi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-90138" src="http://www.sba.it/wp-content/uploads/2017/12/download.jpg" alt="Dario Franceschini ministro della cultura" width="188" height="268" />LE INTERPRETAZIONI DELLA LEGGE</p>
<p>Il decreto dovrà risolvere una serie di aspetti interpretativi emersi dalla riforma, che dovrebbe “semplificare le procedure relative al controllo della circolazione delle cose antiche che interessano il mercato antiquariale” elevando da 50 anni a 70 anni l’età delle opere prodotte dagli artisti scomparsi passibili di provvedimento di tutela, secondo il Codice dei Beni culturali, e prevedendo l’autocertificazione per uscire dal paese per le opere che non hanno più di 70 anni o ce li hanno ma sono di valore inferiore a 13.500 euro. Tuttavia nella nuova legge 124 viene “fatta salva” la possibilità che i funzionari dei competenti uffici esportazione se ritengano che le opere tra 50 e 70 anni (indipendentemente dal loro valore economico) abbiano un “interesse artistico, storico, archeologico o etno-antropologico  eccezionale per l’integrità e la completezza del patrimonio culturale della Nazione” possano avviare il procedimento di notifica, da concludersi entro 60 giorni dalla presentazione della domanda di esportazione. “In molti ritengono che in questo modo la procedura per il controllo non sia stata affatto semplificata  &#8211; afferma l’avvocato Silvia Segnalini dello studio legale Piselli &amp; Partners di Roma – e poi non è stato previsto che nel caso i funzionari non riescano a concludere un procedimento non possano in alcun modo riavviarne uno nuovo sulla medesima opera”.</p>
<p>L’IMPORTAZIONE</p>
<p>Tra i temi di cui la Commissione si dovrà occupare ve ne sono due di particolare importanza: il primo relativo all’importazione verso l’Italia di beni di provenienza straniera che abbiano un’età tra i 50 e i 70 anni. “Rispetto a questi beni – spiega l’avvocato Calabi – si ritiene attualmente che gli uffici esportazione non possano rilasciare i Cas (certificato di avvenuta spedizione dai paesi Ue) e i Cai (Certificato di avvenuta importazione dai paesi extra Ue) previsti dall’art. 72 del Codice. Se prima della riforma i certificati venivano rilasciati per tutte le opere con più di 50 anni di artisti scomparsi ora ci si domanda se l’orientamento valga per le opere tra 50 e 70 anni pur essendo beni “ibridi”, cioè liberi ma potenzialmente passibili di tutela qualora intervenisse l’”eccezionale interesse”: per esempio un Burri con questa età (entro 50-70 anni) comprato a Londra viene spedito in Italia: ha bisogno del Cas? Si ipotizzano due possibilità: per questi beni si decide di rilasciare i certificati di Cai e Cas, idonei a identificare il bene e controllarne la provenienza da un paese membro Ue o extra Ue, oppure si decide – per non ingolfare gli uffici esportazione – di farli entrare senza certificato purchè l’interessato possa produrre la certificazione della provenienza straniera. Insomma con l’esonero dalla normativa di tutela si avrebbe ex post e non ex ante la certificazione e solo nel caso in cui si avanzi la procedura di vincolo sul territorio italiano” prosegue l’avvocato  Calabi.<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-90142" src="http://www.sba.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG20211214121858701_1000-300x225.jpg" alt="Giuseppe Calabi avvocato" width="300" height="225" srcset="https://www.sba.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG20211214121858701_1000-300x225.jpg 300w, https://www.sba.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG20211214121858701_1000-768x576.jpg 768w, https://www.sba.it/wp-content/uploads/2017/12/IMG20211214121858701_1000.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’ESPORTAZIONE EXTRA UE</p>
<p>Un secondo tema riguarda il Regolamento (CEE) n. 3911 del 9 dicembre 1992 relativo all’esportazione fuori dall’Unione Europea di beni culturali che disciplina la licenza di export a livello europeo prevedendo le soglie di valore (150.000 euro per i dipinti con più di 50 anni). Si pone la domanda: se dall’Italia si invia in Svizzera un’opera con un’età tra 50-70 anni di un artista scomparso basta l’autocertificazione o è necessaria la licenza di esportazione? In dogana francese un’opera (un “Teatrino” di Fontana) di provenienza italiana  con età tra 50-70 anni e diretta  in Svizzera via Francia è stata recentemente sequestrata, perché priva di licenza d’esportazione prevista per le opere con più di 50 anni e valore superiore ai 150mila euro (per i dipinti). Insomma la riforma della legge italiana come si integra ora con le regole europee? “Si possono prospettare due possibili interpretazioni – afferma l’avvocato Calabi  -; la prima per la quale la legge italiana ha modificato in senso più liberale le regole poste dal Regolamento comunitario, innalzando da 50 a 70 anni la soglia temporale richiesta per l’individuazione dei beni culturali per i quali è richiesta la licenza (ferma la soglia di 150.000 euro); la seconda, per la quale il Regolamento prevale sulla normativa italiana e la licenza è sempre prevista per le opere sopra i 50 anni e oltre la soglia comunitaria, ma è un atto dovuto (a meno che non sia dichiarato l’interesse eccezionale): quindi, mentre le opere tra 50-70 anni di età possono circolare in Europa solo con l’autocertificazione, la licenza diventa necessaria solo se escono dalla Ue”.</p>
<p>L’ALEA DEGLI UFFICI ESPORTAZIONE</p>
<p>Altro problema diffuso è l’eccessiva discrezionalità degli uffici esportazioni delle sovrintendenze nel rilasciare o meno la licenza di export. Da Firenze a Roma passando da Verona e Milano ognuno interpreta a modo suo la Circolare del ’74. Ora un gruppo di lavoro del Mibact ha scritto le linee guida sull’importazione/esportazione che è alla firma del Dir. Gen. A breve ci si augura che le nuove linee guida vengano pubblicate. L’indirizzo dato dal Mibact farà un passo in avanti rispetto alla Circolare del ’74, tuttavia la discrezionalità  di ogni ufficio esportazione resta ancora rilevante. Qualche anticipazione sulle linee guida trapela: “Ci sarà maggiore chiarezza – spiega Calabi &#8211; : ad esempio per negare l’esportazione di un’opera straniera la motivazione dovrà essere più rigorosa, il termine di rarità dovrà essere valutato non solo con i beni pubblici ma anche dal confronto con i beni privati già notificati”.</p>
<p>Da un rapido sondaggio risulta che ad oggi non sia stata ancora esercitata la tutela ( individuando l’eccezionale interesse) da nessun ufficio esportazione per i beni di età compresa tra i 50 e 70 anni e non è mai stato sforato il termine dei 60 giorni per la licenza, tuttavia i tempi restano lunghi. Il decreto ministeriale dovrebbe pure intervenire sul valore dell’autocertificazione: implica un controllo o un nulla osta? O è una dichiarazione unilaterale del dichiarante?</p>
<p>“Infine – conclude Calabi – sulla soglia di valore dei 13.500 euro si sta cercando di fare uno sforzo interpretativo per definire come calcolare il valore: nel caso di vendita in asta è il prezzo di martello,  nel caso di esportazione per un’asta futura estera dovrebbe essere il valore intermedio tra la stima minima e massima, nel caso di beni non oggetti d’asta dovrebbe essere la fattura se già venduti e se non ancora venduti le banche dati disponibili e , in ultima istanza, un’expertise. In questo modo il sistema responsabilizza il dichiarante. Certo l’esportazione illecita e la dichiarazione mendace in caso di autocertificazione potranno rappresentare dei reati più gravi quando sarà approvato il disegno di legge  AS2864 attualmente al Senato per gli emendamenti e in futuro alla Camera”. Dalla presenza di tutti questi quesiti lì applicazione della legge n. 124 non sembra ancora vicina.</p>
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