Oppi Ubaldo (1889-1942). Biografia. Quadri in vendita.

Ubaldo-Oppi-immagineUbaldo Oppi nacque a Bologna il 29 luglio1889. Fu indirizzato dal padre, commerciante di calzature, agli studi di tecnica commerciale in Austria e Germania.  La passione per il disegno lo spinse, durante un soggiorno a Vienna nel 1907, ad iscriversi alla Scuola di Nudo dell’Accademia diretta da Gustav Klimt, entrando così in contatto con l’arte secessionista. Nel 1910 rientrò in Italia stabilendosi a Venezia dove espose, per la prima volta, a Ca’ Pesaro. L’anno successivo si trasferì a Parigi. Qui, pur frequentando gli artisti di punta dell’avanguardia, tra cui Gino Severini e Amedeo Modigliani, visitò molti musei ammirando i capolavori dei maestri italiani del passato. Tra il 1912 e il ‘13 partecipò nuovamente alle mostre di Ca’ Pesaro e, nel 1914, fu presente alla II Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione Romana. Allo scoppio della Prima guerra tornò in Italia arruolandosi nel corpo degli alpini: fatto prigioniero trascorse alcuni mesi a  Mauthausen, dove  realizzò numerosi disegni ed acquerelli ispirati alla guerra. Al termine della prigionia, nel 1919, si stabilì a Parigi sino al ’22, esponendo al Salon des Indépendants. Rientrato in Italia con la moglie Adele Leone, detta Dehly,nonché  modella prediletta per i suoi quadri, nel ’22 fu tra i sette fondatori ne del gruppo Novecento, partecipando, l’anno seguente, alla prima mostra ufficiale del gruppo alla Galleria Pesaro di Milano. Nel ‘24, con il sostegno di Ugo Ojetti, allestì una personale alla XVI Biennale d’Arte a Venezia, originando malumori all’interno del movimento. Ciò non gl’impedì di mantenere i rapporti con Margherita Sarfatti che, in occasione della Permanente di Milano del 1826, lo invitò ad esporre alla I Mostra del Novecento italiano. Da quell’anno sino al ‘32 fu presente a tutte le edizioni delle Biennali e a importanti rassegne d’arte a New York, Dresda, Ginevra, Zurigo, Amburgo e Berlino. Nel ‘27 realizzò allestì una personale alla Galleria Pesaro, dove figuravano anche I chirurghi (1926). Una monografica, incentrata sull’attività compresa tra il 1913 il ‘21, fu allestita nel ‘30 alla Galleria del Milione. Nel ’32, dopo aver esposto per l’ultima volta alla Biennale di Venezia, si stabilì definitivamente a Vicenza , dedicandosi, quasi esclusivamente, alla pittura di carattere sacro. Risalgono a questo periodo le decorazioni della Basilica di Sant’Antonio a Padova (1932-’35) e della chiesa di Bolzano Vicentino. Nel ‘41 fu richiamato alle armi ma per le pessime condizioni di salute tornò  a Vicenza, dove morì nell’ottobre dell’anno successivo.

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