Modigliani Amedeo biografia

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Livorno 1884-Parigi 1920

Tra i pittori postmacchiaioli di cui la Società di Belle Arti gestisce la vendita di quadri ricordiamo il livornese Amedeo Modigliani. Figlio di benestanti israeliti nel ’93 inizia gli studi liceali ma, ammalaosi di tifo, li abbandona dopo due anni dedicandosi esclusivamente alla pittura. Inizia così a frequentare lo studio di Guglielmo Micheli che insegna a Livorno e, tramite lui, conosce Llewelyn Lloyd, Gino Romiti, Manlio Martinelli, Oscar GhigliaBenvenuto Benvenuti, Renato Natali, Aristide Sommati e Giulio Cesare Vinzio. Stringe particolare amicizia con Gino Romiti, nel cui studio è solito la domenica esercitarsi al nudo e con Oscar Ghiglia che per affinità di ideali artistici e letterari diventa il suo confidente preferito.  Con lui nel 1902 è per breve tempo  a Firenze frequentando la Scuola libera del Nudo annessa all’Accademia. L’anno dopo si sposta a Venezia scoprendo Pisanello, Carpaccio, Giorgione e Tiziano. Qui si ferma quasi tre anni durante i quali visita assiduamente le sale del museo Correr e quelle della Biennale che gli prospettano le novità d’oltralpe. Da Fabio Mauroner, suo vicino di studio e amico, è introdotto alla moderna grafica francese, in particolare a quella di Toulose- Lautrec e tanta è l’impressione che ne riceve da indurlo a lasciare Venezia per approfondirne la conoscenza a Parigi.

Nell’ottobre del 1906 inizia così la sua avventura più nota, tesa alla ricerca di un’autonomia espressiva che vedrà coincidere le ragioni della grande tradizione italiana con quelle dell’arte moderna. E’ un percorso breve ma costellato di molteplici esperienze. Alcune di esse vengono bruciate rapidamente subito dopo l’arrivo a Montmartre, come nel caso di Carrière, la cui influenza, già attiva a Venezia, si risente ancora nei primi dipinti parigini per cedere poi il posta a Lautrec, Matisse e i Fauves. Al 1907-1908 risalgono alcuni ritratti femminili- tra cui L’ebrea- che dichiarano tali preferenze in termini netti e vicini alla coeva produzione di Lorenzo Viani. Ma i due toscani, pur abitando a Parigi, sembrano ignorarsi a vicenda. Altre esperienze invece lasciano una traccia più consistente. E’ il caso di Cézanne, le cui opere, presenti al salon d’Automne del 1907, segnano per Modigliani l’avvio a una meditazione del suo linguaggio che si protrarrà per tutto il 1909. Ricordiamo a questo proposito il ritratto di Paul Alexandre su fondo verde – un omaggio al medico parigino che acquisterà numerosi quadri in vendita di Modigliani – dove Cézanne diventa il tramite per recuperare la tradizione rinascimentale che ha come interprete e continuatore in Italia l’amico Oscar Ghiglia.

Presentato nel 1909 dall’amico Alexandre allo scultore rumeno Constantin Brancusi ne subisce il fascino facendo così della scultura . per alcuni anni, il suo unico interesse. Quando nel 1913 riprende a dipingere è libero oramai di ogni residuo accademico e pronto per affrontare la fase centrale della sua parabola creativa.

Allo scoppio della guerra Modigliani è riformato, mentre l’amico Alexandre parte per il fronte. Gli aiuti morali e finaziari quindi gli arrivano dall’amatore e mercante Paul Guillaume che per il 1915 e 1916 diviene l’unico acquiorente dei quadri in vendita di Modigliani.

Sono di questi due anni i due splendidi ritratti a lui dedicati, come molti altri di amici e intellettuali parigini, e la serie di quelli dipinti in omaggio a Béatrice Hastings, poetessa inglese con cui Modigliani vive per qualche tempi una burrascosa relazione.

Nel ’17 a Guillaume si affianca il mercante polacco Léopold Zborowsky che promuoverà e sosterrà l’opera del pittore postmacchiaiolo incessantemente. Sarà grazie a lui infatti che nel dicembre dello stesso anno Modigliani esporrà cinque nudi presso la Galleria di Berthe Weill in rue Laffitte- è la sua prima personale- ma i quadri faranno scandalo rimanendo invenduti. Nello stesso anno conosce Jeanne Hébuterne, diciannovenne allieva all’Académie Colarossi, che sarà la sua compagna fino alla fine.  E’ questo un periodo di intensa produzione artistica e serenità. La sua salute, tuttavia, continua a peggiorare e quindi, su consiglio di Zborowsky si trasferisce con Jeanne per oltre un anno in Costa Azzurra. Rientrato a Parigi si assiste a un mutamento della sua tavolozza: la luce mediterranea ne ha schiarito i toni e smagrito la materia.

Ricoverato per un attacco di nefrite, muore all’Ospedale della Carità il 24 gennaio 1920. Lo segue due giorni dopo Jeanne Hébuterne, suicidandosi.

 

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