X

Sernesi Raffaello (1838-1866). Biografia. Quadri in vendita.

Firenze 1838 - Bolzano 1866

Sernesi-Raffaello-biografia-quadri-in-vendita-macchiaioliIscrittosi nel ‘56, una volta concluso l’apprendistato come incisore di medaglie presso Mariotti, all’Accademia di Belle Arti di Firenze, seguì con poca assiduità le lezioni di Antonio Ciseri e, derivando da quest’ultimo una spiccata propensione per il ritratto, espresse una certa modernità realistica - già palese nell’Autoritratto del ’58 - nel Ritratto della madre, in quello di Bettino Ricasoli e della Sorella Olimpia
Dimostrò, inoltre, un interesse vivo per i grandi maestri del Rinascimento e in particolare per Lippi, Botticelli e Masaccio del Carmine, fino a quando nel ‘59, dopo essersi arruolato volontario, fu costretto a interrompere gli studi regolari a causa dell’improvvisa morte del padre. Per far fronte ai bisogni economici si dedicò  totalmente all’incisione come attesta una medaglia in onore di Garibaldi, messa in vendita durante un soggiorno a Napoli nella prima metà degli anni Sessanta, ed un’altra coniata nel’65, in occasione delle celebrazioni per il centenario dantesco. Già intimo di Signorini e Borrani, entrò a far parte del gruppo dei pittori del Caffè Michelangiolo e, in sintonia con alcuni di loro, si cimentò in piccole impressioni dal vero “di una distintissima intonazione e di un merito tutto suo”, quali Cupolino alle Cascine, Tetti al sole, Monelli e Case al sole, dov’è evidente una rigorosa scansione per nette campiture cromatiche e luministiche. Nell’estate del ’61 si recò con Borrani sull’Appennino pistoiese, dove dipinse le due versioni di Pascolo a San MarcelloPaesaggio alpestre. Debuttò, inoltre, alla Promotrice fiorentina di quell’anno con un quadro dal titolo Settembre, stroncato dalla critica ufficiale per la scarsa moralità del soggetto, di cui alcuni studi recenti hanno voluto riconoscere un bozzetto nei Ladruncoli di fichi della Galleria d’arte moderna di Firenze. Alla Regia Accademia di Belle Arti di Milano espose, invece, La pastura, “di una calma sorprendente e di un’intonazione luminosissima”, frutto degli studi en plein air a San Marcello, da identificare verosimilmente con il quadro apprezzato da Signorini in un commento alla Promotrice fiorentina del ’62 e riproposto a Milano nel ’65.
Profondamente colpito, durante un breve soggiorno a Napoli e a Ischia dove si era recato per incontrare l’amico Stanislao Pointeau, dalle opere di Francesco Palizzi, ne paleserà i rimandi, alcuni anni dopo, nelle due versioni di Grano maturo. Nel ’62, a stretto contatto con Lega, Abbati, Borrani e Langlade eseguì, nella campagna di Piagentina, diverse opere tra cui Stradina al sole, Vecchie mura di Firenze, Paesaggio di Toscana e Campagna con barroccio; nel ‘64 fu ospite della tenuta di Diego Martelli a Castiglioncello. 
Qui, in un clima di cordiale giovialità e di fermento intellettuale, videro la luce dipinti quali Motivo dal vero a Castiglioncello, Pagliai a Castiglioncello, Catiglioncello dalla punta del Bocca e Marina di Castiglioncello di Rosignano, caratterizzati da una visione limpida e solenne. Si recò a Torino, dove sostò per un breve periodo non riuscendo, però, a incontrare Vittorio Avondo. All’inizio del ’66 a Poggio Imperiale compì i primi studi preparatori per il Duello che fu costretto a interrompere quando, in giugno prese parte, tra i volontari garibaldini, alla III Guerra d’Indipendenza, per morire due mesi dopo all’ospedale di Bolzano a causa di una ferita a una gamba riportata nello scontro di Cimago.

 

 


 

CATALOGO OPERE 

 

 VUOI VENDERE O COMPRARE UN QUADRO DI QUESTO ARTISTA? 

 

 ____________________________________________________________________________________

 

Contattaci per ricevere ulteriori informazioni

nome
cognome
telefono
email
messaggio
 

 


    back
torna indietro


 

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish.