Tommasi Angiolo (1858-1923).Biografia. Quadri in vendita.

angiolo-tommasi-biografia-quadri-in-venditaLivorno 1858 – Torre del Lago 1923

Nel 1887 si diplomò all’Istituto Tecnico cittadino e il padre Luigi lo mandò con il fratello maggiore, Eugenio, a Napoli presso un corrispondente in affari. Sarà infatti Eugenio che curerà l’attività commerciale di Livorno quando Luigi, con la famiglia, si trasferirà a Firenze dall’81 all’89 presso la villa della Casaccia  di proprietà seconda moglia Adele Bartolini Ved. Perti (la prima moglie Isolina Vivoli gli era morta nel 1869 lasciandolo con 5 bambini di cui il più piccolo, Lodovico, aveva appena 3 anni). La signora Adele si dedicò con grande spirito materno alla cura dei piccoli Tommasi. Angiolo nel 1878 decise di dedicarsi alla pittura influenzato certamente dalla passione del cugino Adolfo e dalla personalità di Silvestro Lega. Cominciò a frequentare lo studio del pittore livornese Marco Lemmi e del suo maestro Natale Betti facendo la conoscenza di Pagni (scopritore entusiasta delle bellezze naturali di Torre del lago, a quel tempo incontaminate) e Nomellini. Tale apprendistato durò due anni alla fine dei quali, su consiglio del cugino Adolfo e del Lega, si trasferì a Firenze per frequentare l’Accademia. Adele raccolse con entusiasmo l’idea di Angiolo spingendo tutta la famiglia Tommasi a trasferirsi nella sua ex residenza alla Casaccia, non lontano da Bellariva. Angiolo prese a seguire i corsi i corsi del pistoiese Giuseppe Ciaranfi. La casa di Bellariva divenne un vero e proprio cenacolo culturale ove furono ospitati, fra gli altri, Carducci, Fattori, Signorini, Cecconi, Panzecchi, Cecconi e Borrani. E fu proprio Fattori che, venuto a conoscenza che Angiolo era allievo del Ciaranfi, lo consigliò “tout court” di lasciar perdere la scuola, di far da sé, di prendere tavolozza, cassetta dei colori e cavalletto, piantarlo su un prato e mettersi a dipingere. Anche Telemaco Signorini e Silvestro Lega condividevano il pensiero di Fattori e quindi Angiolo, interruppe gli studi regolari cominciando a seguire l’insegnamenti del macchiaiolo  Lega. Nell’82 Angiolino debutta alla Promotrice fiorentina con i suoi primi studi “en plein air“. Nello stesso anno sposa Adele Bartolini e nell’85 con il loro primogenito Ugo lasciano Bellariva per Livorno. Muta così anche il teatro del suo operare: non più solo l’Arno, i boschi di villa Cecchini a San Prugnano ma anche, nell’entroterra livornese, il Gabbro, Livorno, le sue marine e Castiglioncello. Alla Promotrice Fiorentina dell’85 presenterà l’opera “Studio dal vero” successivamente ripresentato a Livorno con il titolo “La benedizione” , successivamente rettificata in “All’elevazione” e presentata l’anno successivo a Venezia. Altro quadro di grande successo fu “Le ultime vangate”  ma Angiolino dovrà aspettare fino al ’96 perchè una sua opera “Gli emigranti“, sia finalmente acquistata dallo stato per figurare alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Nel 1899 per assecondare il desiderio di scoprire cose nuove si recò in America del sud spingendosi in Argentina, Patagonia e Terra del fuoco dipingendo tutte le cose e i paesaggi che lo colpivano  ed ottenendo un grandissimo successo a Buenos Aires. Successivamnete seguì lìamico e collega Ferruccio Pagni a Torre del lago dove, con Puccini, Nomellini, Gambogi, animò il famoso “Club dei Bohemiens”. Angiolo non lasciò più Torre del Lago morendo a causa di una polmonite nel 1923.

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