Guadagnucci Gigi (1915-2013). Biografia. Sculture in vendita.

gigi-guadagnucci-scultore-Gigi Guadagnucci nacque a Castagnetola (Massa) nel 1915.

Seguendo la tradizione familiare cominciò a lavorare il marmo da giovanissimo, facendo pratica presso il laboratorio Soldani.

Nei  soggetti funerari si distinse per la capacità di realizzare le opere senza l’utilizzo di modelli.

Nel 1936, lasciata l’Italia per motivi politici, si stabilì a Grenoble, alternando il lavoro plastico alla pratica del disegno.

Suoi maestri, nonché fonte d’ispirazione,  furono Auguste Rodin, Aristide Maillol e Donatello.

Allo scoppio della guerra si arruolò nella legione straniera e, dopo la sconfitta della Francia, partecipò alla Resistenza.

Tornato a Massa nel 1950, vi rimase tre anni prima di stabilirsi a Parigi dove, per un ventennio, partecipò attivamente al fervore artistico di Montparnasse.

Qui frequentò Gino Severini, Alberto Giacometti ed altri artisti emergenti.

Nel ‘58 espose le prime opere alla Galerie Colette Allendy, suscitando grande ammirazione nel pubblico e nella critica.

Iniziò così una fortunata presenza sulla scena artistica parigina.

Mantenne, tuttavia, stretti legami con i luoghi d’origine acquistando una casa nel piccolo paese di Bergiola.

Nel 1967 prese parte  alla V Biennale di Scultura Internazionale di Carrara e al Symposium Internazionale per le Olimpiadi della neve a Grenoble.

L’esecuzione di una grande scultura destinata al cittadino Parc Paul Mistral, gli aprì la strada verso una numerosa serie di commissioni pubbliche per opere monumentali.

L’invito alla rassegna carrarese lo riavvicinò, invece, all’Italia  per l’opportunità di frequentare i grandi protagonisti della scultura.

Cominciò a dedicarsi, soprattutto, ad opere monumentali per complessi scolastici e centri universitari, diradando la presenza alle mostre.

Nel ‘77 vinse il premio Bourdelle, avendo l’opportunità di allestire l’anno successivo una grande rassegna negli spazi del noto museo parigino.

Nell’80 a causa di un’infiammazione al braccio utilizzò la tecnica del bassorilievo.

In questo periodo conobbe  lo storico lucchese Pier Carlo Santini.

Negli anni Ottanta intensificò la partecipazione alle mostre straniere, viaggiando in Europa e in America.

Nel 1983  sentì il bisogno di tornare definitivamente in Italia.

Il Palazzo Comunale di Massa, tre anni più tardi, istallò  una sua grande scultura.

Poco dopo  la stessa Provincia gli commissionò un bassorilievo di circa cinque metri destinato alla Sala della Resistenza del Palazzo Ducale.

Nel 1993 gli fu  dedicata dal Comune una grande retrospettiva al Castello Malaspina.

Nel 2013 morì nell’abitazione-atelier di Bergiola.

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