Angiolo Tommasi, Le lavandaie sull’Ema
1884 

olio su tela, cm 74,5×128,4;
firmato e datato in basso a sinistra “Angiolo Tommasi 84”



BIOGRAFIA |  VUOI VENDERE O COMPRARE UN QUADRO DI QUESTO ARTISTA? 


Presentato alla Promotrice fiorentina del 1884, Le Lavandaie sull’Ema costituisce uno dei primi risultati fondamentali nella carriera del giovane Angiolo Tommasi, dopo il proficuo magistero leghiano. Frutto delle “gite” nelle campagne toscane tra Bagno a Ripoli, Impruneta e Greve in Chianti, la tela vide la luce alla Villa di Bellariva, dove la famiglia si era trasferita all’inizio di quel decennio, ospitando l’artista romagnolo per avviare alla pittura Angiolo e il più giovane fratello Lodovico.
Esemplare di un’iconografia cara ai Macchiaioli, quanto agli esponenti della nuova generazione, la scena, nota anche in altre versioni, risulta particolarmente felice e attraente per il complesso impianto abilmente risolto con un articolato e armonico “gusto della composizione”. Il sapiente lavoro femminile si trasforma, infatti, in un’elegante danza, cadenzata su un movimento oscillatorio che, innescato dalla statuaria lavandaia in primo piano, indugia sui vigorosi dorsi chini e, elevandosi nello slancio della battitura, si propaga in profondità. La messa a punto delle singole figure — numerose rispetto ad altre raffigurazioni coeve — si risolve su un fitto reticolo spaziale che orienta lo sguardo nella rappresentazione, permettendogli di spaziare e di immergersi nel gioioso e corale incanto dell’impegno quotidiano. Il soggetto, non privo di valore documentario, è pervaso da una profonda vena lirica, resa nei sottili e meditati accorgimenti pittorici maturati dal sodalizio con il maestro di Modigliana. Le suggestioni rinascimentali, nonché il nitore vagamente borraniano, che si allenta sul fondo in vibranti campiture, trattengono l’insieme in un’aura di magica sospensione. I pacati accordi cromatici si dispiegano su una trama luministica chiara e diffusa, punteggiata dai candidi panni che, da raccolti fagotti, si fanno materia liquida nelle mani delle lavandaie e vanno, come morbidi cirri, a vestire a festa i verdi poggi.

C. Fulgheri, brochure di presentazione del quadro, “Le Muse” Galleria d’Arte, Cortina d’Ampezzo, 26 dicembre 2012-6 gennaio 2013

 


Esposizioni
Società Promotrice delle Belle Arti, Firenze, 1884, sala III, n. 263, p. 21 (lire 1.000)