Reycend Enrico (1855-1928). Biografia. Quadri in vendita.

Enrico-Reycend-fotoEnrico Reycend nacque a Torino il 3 novembre 1855. Iniziò a studiare all’Accademia Albertina con Enrico Ghisolfi; qui fece la conoscenza di Lorenzo Delleani e Antonio Fontanesi. Durante un breve soggiorno a Milano conobbe Filippo Carcano. In seguito strinse amicizia anche con Marco Calderini e Leonardo Bazzaro. Nel 1872 lasciò l’Accademia e, l’anno successivo, debuttò alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, dove sarebbe esposto sino al ‘27, con due paesaggi di chiaro influsso fontanesiano. Solo verso la fine del decennio si allontanò dalla tradizione paesaggistica piemontese con opere quali Giardino di Torino e Piazza alberata, entrambi realizzati nel 1877. Nel 1878 visitò l’Esposizione universale di Parigi e rimase colpito da Corot, Manet e Monet. Tra il 1885 e il 1886 soggiornò a Genova, realizzando alcune veduta del porto; come gli impressionisti, Reycend riprese lo stesso luogo nelle diverse condizioni atmosferiche. tra il Tra il 1885 e il 1888 presentò quattro vedute alla Promotrice e al Circolo degli Artisti di Torino. Nel 1890 divenne socio onorario all’Accademia di Brera e ottenne una menzione all’Esposizione parigina. Seguirono la medaglia d’oro all’esposizione donatelliana di Napoli e la medaglia d’argento a Dresda nel 1896. Tre anni più tardi partecipò alla Biennale di Venezia e all’Esposition Internationale Universelle di Parigi e, nel 1904, all’esposizione Italiana a Londra. Nel 1905 non fu invitato alla Biennale di Venezia. Iniziò così per lui un periodo d’isolamento, segnato da tristi vicende familiari e problemi economici. Nel 1909 a Roma partecipò alla LXXIX Esposizione Internazionale della Società Amatori e Cultori delle Belle Arti  e figurò a Parigi all’Esposition Universelle.  Nel 1911 lo troviamo di nuovo a Roma all’Esposizione Internazionale del Cinquantenario e alla Società Artistica degli Indipendenti. Nel 1921 prese parte alla Prima Biennale Romana per il Cinquantenario della Capitale. Due anni dopo a Torino partecipò alla II Quadriennale del Dopoguerra. Morì a Torino il 21 febbraio 1928.

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