Cecconi Eugenio (1842-1903). Biografia. Quadri in vendita.

 

Livorno 1842 — Firenze 1903

cecconiTerminati gli studi universitari a Pisa presso la facoltà di Legge, fece pratica in uno studio legale fiorentino seguendo nel frattempo i corsi di Enrico Pollastrini all’Accademia di Belle Arti. Morto il padre nel 1865, lasciò la carriera d’avvocato e tornò a vivere a Livorno per dedicarsi alla pittura, prendendo studio con Adolfo Belimbau. Conosciuto Diego Martelli, frequentò la sua casa di Castiglioncello cominciando a simpatizzare per la pittura dei Macchiaioli, soprattutto di Giuseppe Abbati per il quale maturò una grande ammirazione. Predilesse i temi tratti dalla vita popolare e contadina (Macchiaiole di Tombolo, esposto a Milano nel 1872) ai quali si aggiunsero,occasionalmente, soggetti tratti dalla caccia spesso ambientati nella tenuta maremmana dei principi Corsini, la Marsiliana, dove fu spesso ospitato. Si devono al suo viaggio in Tunisia compiuto con Belimbau nel 1875, gli studi sulla ersa della luce e del colore messi poi a frutto in opere come Le cenciaiole livornesi (1880, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori). Nel 1881 si trasferì a Firenze eseguendo, tre anni più tardi, l’imponente tela  La caccia al cinghiale nel padule di Burano (Firenze, galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti), resa con una pennellata spigliata di grande impatto visivo. tra i luoghi che rappresentarono per lui una vera e propria fonte d’ispirazione vi fu anche Torre del Lago, sulle rive del lago di Massaciuccoli (Lucca). Nel 1890 collaborò all’illustrazione dellla prima edizione delle Veglie di Neri di R. Fucini. Con il passare degli anni la sua attività rallentò notevolmente. Le uniche rassegne a cui prese parte furono infatti quella di Brera nel 1900 e quella di Torino un anno più tardi. Si spegne a Firenze il 19 dicembre 1903.


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