Segantini Giovanni (1858-1899). Biografia. Quadri in vendita.

segantini-giovanni-biografia-quadri-in-venditaGiovanni Segantini nacque a Arco (Trento) nel 1858.

Rimasto orfano giovanissimo, passò parte dell’infanzia al Riformatorio Marchiondi di Milano.

Si occupò di lui poi il fratellastro Napoleone, che lo fece lavorare nel suo laboratorio fotografico.

Tornato a Milano, nel 1875 fu  garzone presso la bottega dell’artigiano decoratore Luigi Tettamanzi e insegnò disegno all’Istituto Marchiondi.

Frequentò poi i corsi di Giuseppe Bertini all’Accademia di Brera di Milano e strinse amicizia con Emilio Longoni.

 Il suo talento artistico venne riconosciuto grazie al dipinto Il coro della chiesa di sant’Antonio, premiato a Brera nel 1879.

Notato dai fratelli Grubicy, poté instaurare con loro un lungo rapporto di collaborazione che ne influenzò favorevolmente la carriera.

Nel 1880 iniziò a convivere con Bice Bugatti che sarà sua compagna per tutta la vita.

Grazie all’aiuto economico di Vittore Grubicy, si trasferì nel 1880 a Pusiano, in Brianza.

Qui, con l’amico Longoni trovò nuovi spunti pittorici .

Si ricordino infatti La vigna, Bellinzona, Svizzera, Civica Galleria d’Arte Moderna e L’Ave Maria a trasbordo (premiata con medaglia d’oro ad Amsterdam nel 1883).

 Nel 1885, quando gli nacque il figlio Mario, realizzò il suo quadro più celebre, Alla Stanga, premiato ad Amsterdam e acquistato dal governo italiano.

Le numerosi partecipazioni a esposizioni londinesi e parigine ne aumentarono  la fama.

Prediligeva soggetti di vita agreste, riguardanti  il lavoro dei campi, il pascolo, la tosatura.

Sarà proprio la ricerca di atmosfere ricche di una luce limpida a indurlo a trasferirsi a Savognino, nel Cantone dei Grigioni .

Qui realizzerà Ritorno all’ovile, 1888, St. Gallen, Otto Fishbacher Stiftung e  Le due madri, 1889, Milano, Galleria d’Arte Moderna.

Il Simbolismo che pervade le sue opere gli assicurò una diffusa notorietà internazionale.

Nel 1894 si trasferì al Maloja in Engadina, dove continuò a dipingere.

Sono infatti di questo periodo L’angelo della vita, 1894 e L’amore alla fonte della vita, 1896, entrambi a Milano, Galleria d’Arte Moderna)

Affascinato da quei luoghi incontaminati e solitari e incantato dal meraviglioso paesaggio delle Alpi svizzere, progettò quindi  nel 1900, per l’Exposition Internazionale di Parigi, la grande opera il Panorama dell’Engadina.

Non riuscì mai a realizzarlo  a causa della scarsità di fondi versati dagli albergatori engandinesi.

Non rinunciò comunque all’ambizioso progetto cominciando a lavorare al Trittico della natura, rimasto anch’esso interrotto per la sopraggiunta morte.

Giovanni Segantini morì a Schafberg (Svizzera) nel 1899.

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