Ardengo Soffici capolavori in vendita

Ardengo Soffici - Paesaggio con alberi. Ronchi, Marina di Massa, 1950-1955

 

 

Ardengo Soffici
Rignano sull’Arno (Firenze) 1879 – Forte dei Marmi 1964Paesaggio con alberi. Ronchi, Marina di Massa, 1950-1955
olio su cartone telato, cm 60×49,8
firmato in basso a sinistra: “Soffici

STORIA: acquistato direttamente dall’artista dal genitore dell’attuale proprietario.
ESPOSIZIONI: Galleria Pananti, Ardengo Soffici, un’arte toscana per l’Europa, Firenze, 4 ottobre-20 novembre 2001, n.111. Palazzo Mauro De Andrè, Atmosfere del Novecento, volti e paesaggi, Ravenna, 29 agosto-15 settembre 2014, p.119.
BIBLIOGRAFIA: L. Cavallo, schede in cat. Firenze, 2001, p.251. L. Cavallo, Museo Soffici e del ‘900 italiano, Prato, 2011, p.117 (ripr.).

Grazie ad una testimonianza di Pier Carlo Santini, databile al 1985, sappiamo che il dipinto fu acquistato dal genitore dell’attuale proprietario direttamente dall’artista per tramite del critico Alberto Martini. L’opera si inserisce nella produzione matura di Soffici che, grazie anche all’ispirazione tratta dall’edenica natura versiliese, si libera dalle pastoie intellettualistiche per aprirsi ad un paesaggismo che, elaborato sulla scia del tardo impressionismo, si effonde in una descrizione più libera e lirica, attraverso una stesura pittorica franta ed ampia. L’assoluto protagonismo della vegetazione, che occupa circa due terzi della composizione, non distoglie dall’idea che lo spunto contingente sia utilizzato da Soffici quale pretesto per dispiegare al meglio  un sorprendente senso del colore, viatico espressivo della propria poetica: “I suoi lavori pittorici non si esauriscono, quindi, nel paesaggio […] ricreano […] le condizioni marginali ed intrinseche di un mondo evocato nella memoria senza segregazione o follia, in cui vi è disincanto e canto, depurato in fenomenologie naturalistiche che assumono senza foga, un tono di sfida ai difficili problemi del mondo moderno” (L. Cavallo, Ardengo Soffici, 1967, p. 82).

 

 

 

 

 


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Adolfo Tommasi -Primavera. Bambine alla fonte

 

Adolfo Tommasi
Livorno 1851 – Firenze 1933

Primavera. Bambine alla fonte, 1885 ca.
olio su tela, cm 54×100,5
firmato in basso a sinistra: “Adolfo Tommasi

Il crudo verismo che aveva contraddistinto Adolfo Tommasi nell’esordio all’Esposizione Nazionale di Torino del 1880 con Dopo la brina, accendendo la polemica fra i detrattori che lo considerarono “pittore da manicomio” e i sostenitori della dignità di un soggetto umile, risulta in questa Primavera decisamente smorzato, suggerendo una netta svolta nella poetica dell’artista. La scelta del soggetto e del momento atmosferico, il gioco assorto di due bambine fra i mandorli in fiore in una ariosa e soleggiata mattina primaverile, nonché l’uso conseguente di tonalità pastello in una stesura velata e morbida, rivelano la volontà di Tommasi di adagiare il proprio sguardo in una contemplazione estatica dell’attimo di incanto.

 

 


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Dove comprare quadri di Lorenzo Viani

Lorenzo Viani - Testa futurista

Lorenzo Viani
Viareggio 1882 – Ostia 1936

Testa futurista (Ritratto di Salvatore Biagini, detto Peritucco), 1915-1916
olio su cartone, cm 29×31
firmato in alto a destra: “Lorenzo Viani

STORIA: Galleria Pananti, Opere d’Arte Moderna e Contemporanea provenienti da raccolte private, Firenze, 24 maggio 2003, p.131, n.278.
ESPOSIZIONI: Mole Vanvitelliana, Lorenzo Viani. Pittore e scrittore espressionista, Ancona, 1 dicembre 2006-18 febbraio 2007, p.110, n.30.
BIBLIOGRAFIA: N. Mainardi, Lorenzo Viani. Studio per un ritratto, Firenze, 2004 (ripr. in copertina). Arte. Costruire una collezione, maggio 2008, pp.198-199. Catalogo della mostra di Villa Bardini-Fondazione Primo Conti, Fanfare e silenzi. Viaggio nella pittura di Primo Conti, Firenze-Fiesole, 2018-2019, p.64 (ripr.).

“Peritucco”, del quale si ricordano almeno altri due ritratti (I. Cardellini Signorini, 1978, nn. 89-90), rientra a pieno titolo nella galleria di diseredati e caratteristiche figure locali che popolano, inconsapevoli attori di un mondo di umili dalle anime grandi, le opere pittoriche e letterarie di Viani: “Peritucco faceva l’imbianchino: quando la bibita lo aveva conciato ben bene, quando il parletico gli faceva cadere il pennellone di mano e lo faceva traballare sullo scaleo […], allora Peritucco cominciava la sua giornata al comando delle guardie di città”. La sapida presentazione, inserita dallo stesso Viani negli Ubriachi (1923, p. 66), coincide perfettamente con la messa a punto pittorica dell’immagine che esprime a pieno, nell’incastro disordinato delle partiture bidimensionali, la caratterizzazione psicologica popolare del personaggio. La propulsione cubo-futurista alla deframmentazione, oculatamente immessa dall’artista, non intacca profondamente la struttura fisiognomica, riversandosi piuttosto nell’acceso caleidoscopio carnascialesco del volto.

 

 

 

 


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