Rosai Ottone (1895-1957). Biografia. Quadri in vendita.

ottone-rosai-autoritrattoOttone Rosai nacque a Firenze il 28 aprile 1895. Iscrittosi nel 1906 all’Istituto delle Arti Decorative di Santa Croce, dopo essere stato espulso, dal 1908 frequentò i corsi di Arturo Calosci all’Accademia di Belle Arti. Allontanato anche da qui per la forte intemperanza, continuò la Scuola Libera d’Incisione all’Acquaforte presso l’Accademia sotto la guida di Celestino Celestini. Nel 1913 esordì in una collettiva pistoiese e poi con Betto Lotti in una mostra di via Cavour. Si avvicinò al Futurismo tramite Giovanni Papini e Aldo Palazzeschi, collaborando alla rivista “Lacerba” e partecipando a Roma all’Esposizione Libera Futurista presso la Galleria Sprovieri. Risalgono a questo periodo: Dinamismo del Bar San Marco e Scomposizione di una strada, entrambe del 1914. L’influenza futurista non si protrasse oltre il 1915. La prima personale, organizzata del 1920 a Palazzo Capponi a Firenze, non destò alcun interesse, se non tra i letterati che furono i suoi primi appassionati estimatori. Scarsa eco ebbe anche una mostra ordinata a Roma nel 1922 da Bragaglia. Gli insuccessi artistici lo portarono ad allontanarsi dalle amicizie coltivate fino ad allora con Soffici, Carrà e Papini. Dal 1926 al ‘29 collaborò alla rivista “Il Selvaggio”, entrando a far parte del gruppo che si riuniva attorno al giornale. Nel ‘28 partecipò alla Biennale veneziana e, l’anno seguente, alla mostra organizzata a Milano dal gruppo Novecento guidato da Margherita Sarfatti .

Deluso per lo scarso interesse del pubblico e della critica nei suoi confronti, si ritirò in campagna riprendendo contatto con la natura. Grazie ad alcuni amici letterati, nel 1930, gli fu dedicata una vasta retrospettiva a Milano, curata da Guido Persico presso la Galleria del Milione. Nel frattempo continuò a figurare alle Biennali veneziane e alle Quadriennali romane. Nel ‘35 dipinse due pannelli per la nuova stazione di Firenze progettata da Giovanni Michelucci e, due anni dopo, pubblicò il proprio credo artistico nella rivista “Il Frontespizio”. Dal ‘50 cominciarono a susseguirsi i riconoscimenti ufficiali tanto attesi: la retrospettiva alla Biennale di Venezia (1952), la personale alla Strozzina di Firenze (1953), la mostra “ La Firenze di Rosai” (1954) e la mostra di Ivrea (1957). E’ proprio durante la preparazione di quest’ultima iniziativa che Rosai morì il 13 maggio 1957. Numerosa fu la sua attività letteraria, raccolta nel volume “Vecchio autoritratto” del 1951.

CATALOGO OPERE | VUOI VENDERE O COMPRARE UN QUADRO DI QUESTO ARTISTA?