Müller Alfredo (1869-1939) biografia. Quadri in vendita.

1908 Alfredo Müller immagineLivorno 1869 – Parigi 1939
Pittore postmacchiaiolo di cui la Società di Belle Arti gestisce la vendita di numerosi dipinti nasce a Livorno da Odoardo e Eugenia Nonny Schintz,  il 30 giugno del 1869, primo di otto fratelli. Crebbe in un ambiente colto ed agiato e, dal 1882, seguì, verosimilmente come allievo esterno, i corsi di Giuseppe Ciaranfi e Michele Gordigiani , titolare della cattedra di Disegno e Figura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1886 partecipò alla I Esposizione di Belle Arti di Livorno con Fattori, Lega e i fratelli Tommasi. Nel 1888, a seguito di gravi dissesti finanziari, la famiglia si trasferì a Parigi. Qui Müller  frequentò gli studi di Francois Flameng e Carolus-Duran: ciò significò per lui aprirsi le porte dei Salon e dell’ufficialità.  L’anno successivo partecipò alla Promotrice fiorentina con il dipinto Interno in cui era già evidente l’influenza della pittura francese di fine secolo, stimolo sufficiente per superare l’impostazione accademica ed assimilare l’esempio della pittura en plein air di Monet e Pissarro. Tra il 1890 ed il ’95 visse a Firenze e Livorno, alternando frequenti soggiorni a Torre del Lago; espose frequentemente alla Società Promotrice di Firenze dipinti di chiara matrice impressionista, utilizzando la tecnica divisa, a piccoli tratti di colore. Divenuto rapidamente un punto di riferimento per le nuove generazioni di artisti tra cui NomelliniBanti e Cappiello, si trasferì nel 1895 con la famiglia a Parigi e prese parte regolarmente alle esposizioni ufficiali. Müller affiancò l’attività di pittore a quella di incisore e di cartellonista, ambiti in cui si distinse, che gli valsero la collaborazione con illustri riviste come la “Revue Blanche”. Sebbene le opere del periodo parigino siano di difficile reperimento, l’attività  di quegli anni fu regolare: nel 1898 espose per la prima volta alla Galerie Vollard presentando trenta opere tra olii, disegni e acqueforti; nel 1902 figurò con cinque opere grafiche alla Prima Esposizione Internazionale di “Bianco e Nero” organizzata dalla Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Contemporaneamente partecipò alla vita artistica parigina esponendo al Salon d’Automne nel 1904 e quattro anni dopo alla Galerie Rosenberg con una personale. Nel 1914, dopo lo scoppio della I Guerra Mondiale, con la moglie si stabilirì nuovamente in Toscana. I paesaggi e le vedute, presentate in occasione della Prima Esposizione Invernale toscana del 1914, si caratterizzarono per la profonda assimilazione del linguaggio di Cézanne e contribuirono a diffondere la lezione del maestro di Aix nella nuova generazione di pittori toscani. Con la serie Arlecchinate, destinate al Teatro Manzoni di Milano, Müller si avvicinò al gusto Decò manifestando un crescente interesse per l’arte decorativa che si concretizzò con la partecipazione alla I Mostra Biennale delle Arti Decorative. Nel 1922, presso la Galleria Pesaro di Milano, si tenne una mostra personale con oltre 100 opere esemplificative del lungo percorso artistico del pittore. Nei primi anni Trenta rientrò in Francia. Da quel momento non risultano ulteriori partecipazioni a manifestazioni pubbliche. Nel 1939 morì a Parigi per un attacco cardiaco.

 


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