Morbelli Angelo (1853-1919). Biografia. Quadri in vendita.

Alessandria 1853 – Milano 1919

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Angelo Morbelli nacque nel 1853 ad Alessandria  da famiglia benestante. Sebbene le sue intenzioni fossero quelle di dedicarsi alla musica, un precoce e  progressivo abbassamento dell’udito lo consacrò definitivamente alla pittura. Per volere dei genitori fu avviato allo studio del disegno grazie ad un pittore locale. All’età di 14 anni grazie ad una borsa di studio ottenuta dal Comune di Alessandria potè trasferirsi a Milano e studiare all’Accademia di Brera sotto la guida di Giuseppe Bertini, Raffaele Casnedi e Luigi Riccardi. . Qui fece la conoscenza di Francesco Filippini, Eugenio Gignous, Gaetano Previati, Giovanni Segantini, Cesare Tallone, Achille Tominetti, Emilio Longoni e Giovanni Sottocornola. Gli anni accademici rappresentarono per lui un periodo colmo di riconoscimenti e soddisfazioni personali: vinse infatti due medaglie di bronzo per il paesaggio nel 1871 e 1872; la medaglia d’argento per la copia della statua sempre nel 1872 e ottenne poi la menzione onorevole della Scuola di nudo l’anno successivo. Nel 1874, con l’aiuto del maestro Bertini, partecipò per la prima volta all’annuale rassegna braidense con il dipinto Interno del coro del monastero Maggiore in Milano.  Esordì alla Promotrice delle Belle Arti di Torino nel 1879 con i dipintiLezione meritataeSito remoto nel giardino. Qui tornerà anche nel 1892,1896 e 1912. Dal 1880 rivolse l’attenzione al vero e alle questioni sociali, con particolare attenzione alla vecchiaia e alla solitudine (Giorni ultimi, 1883, Milano, Galleria d’Arte Moderna;Il Viatico, 1889, Milano, Museo di Milano). Nel 1883 strinse amicizia con i mercanti Vittore ed Alberto Grubicy De Dragon che gli acquistarono alcune opere e lo inserirono tra gli artisti della loro galleria presenti all’Italian Exhbition di Londra nel 1888. Nel 1890 il dipinto Il Viatico , esposto alla Società Amatori e Cultori di Roma, vinse la medaglia d’oro e nello stesso anno il pittore ricevette  l’onorificenza di cavaliere.

Nel 1891 inviò alla Triennale di Brera due opere: Parlatorio del luogo Pio Trivulzio e Alba. Quest’ultima opera, acquistata dal Museo di Barcellona è la prima in cui il pittore alessandrino applicò la tecnica divisionista.

Contemporaneamente alla conversione divisionista, si accentuò l’interesse umano e pittorico per i vecchi ricoverati negli ospizi di carità, ai quali si era già accostato conIl Viatico. D’altro canto anche per l’ insanabile sordità era portato  a prediligere gli ambienti silenziosi e malconci degli ospizi. Tra il 1902 e il 1903 allestì uno studio nei locali del Pio Albergo Trivulzio dove realizzò una serie di dipinti che registravano situazioni, ambienti e reazioni umane instauratesi all’interno dell’ospizio.  (Il Poema della vecchiaia, 1903, esposto alla Biennale di Venezia; Il Natale dei rimasti, Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro).

Nel 1905 vinse la medaglia d’oro alla Internationale Kunstausstellung di Monaco con il quadro Vecchie calzette.

Nell’ultima fase produttiva, si dedicò soprattutto allo studio del paesaggio e al tema della ballerina. Dal 1912 iniziò la stesura , in forma di diario privato, di La Via Crucis del Divisionismo, in cui annotò una serie di riflessioni sulla tecnica divisionista accompagnata da commenti relativi alla metodologia e trascrizioni di frasi e pensieri di artisti, scrittori e musicisti celebri.

Nel 1913 espose alla Società Amatori e Cultori di Roma il dipinto Angolo di giardino  che ritrae uno scorcio della sua proprietà alla Colma.

Morì a Milano nel 1919.

 

 

 



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