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Palizzi Filippo

Vasto (Chieti) 1818 - Napoli 1899

Filippo-Palizzi-vendita-quadri-meridionaliIscrittosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1836, l’abbandonò poco dopo per frequentare la Scuola Libera di Giuseppe Bonolis. Dopo le prime opere di chiaro stampo accademico, nel 1839 esordì alla Mostra Borbonica con il dipinto Studio di animali a cui seguirono Due pastori e Pastore che beve (1841). Nello stesso anno il Re acquistò Il mese di maggio, commissionandogli anche Ritorno dalla campagna. Si trasferì poi in Basilicata per studiarne i costumi locali, proseguendo il viaggio, al seguito del principe Maronsi, in Moldavia, Romania, Grecia, Turchia e Malta (Veduta della Valletta, 1842, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna). Il contatto mantenuto con il fratello Giuseppe e le ripetute visite in Francia fecero sì che Filippo si avvicinasse all’ambiente parigino e alla scuola di Barbizon. Dal 1845, convinto sostenitore del plein air, realizzò numerosi paesaggi traendo ispirazione da Cava dei Tirreni dove si recava ogni anno da luglio a novembre. Nel 1861 fu tra i fondatori della Società Promotrice di Belle Arti di Napoli alla quale presentò, nel corso degli anni, alcune opere: Armenti, 1862; Mastino di guardia, 1864; Carica di cavalleria, 1867. Sempre nel 1867 inviò a Parigi alcune dipinti tra cui Dopo il diluvio (Napoli, Museo di Capodimonte), nei quali risultano ben chiare le sue doti di pittore animalista. Nel 1868 diventò docente presso il Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dimettendosi nel 1880 per assumere la direzione del Museo Artistico Industriale Scuole Officine che aveva fondato nel 1878 con Gaetano Filangeri e Domenico Morelli. Sin dagli anni’60 lavorò come ceramista e incisore di acqueforti.

 

 

 

 



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