Ulvi Liegi (Luigi Levi)

Livorno 1858 –  Firenze 1939

Il Ponte Vecchio, 1902

olio su cartone, cm 31,9×41; firmato e datato in basso a destra “Ulvi Liegi/Ulvi Liegi ‘02”; sul retro la scritta autografa a lapis: “Ulvi Liegi/91 Via Enrico Mayer/Livorno/Ponte Vecchio a Firenze”, inoltre la scritta ad inchiostro: “Opera autentica e molto bella di Ulvi Liegi/M. Borgiotti

Storia: collezione Giovanni Magherini Graziani, Firenze, inv. n. 26 (come da etichetta sul retro); Mario Borgiotti, Milano; Francesco Paolo Amodeo, Palermo

Letteratura: M. Borgiotti, Coerenza e modernità dei pittori labronici, Giunti Editore, Firenze, 1979, pp.43, 244, n.43

Sono varie le vedute del Ponte Vecchio dipinte da Ulvi Liegi; questa, la più antica ad oggi nota, datata 1902, risale all’anno della partecipazione alla Prima Esposizione Quadriennale di Torino. Nel catalogo dell’ampia personale tenuta nel 1924 alla Galleria Pesaro di Milano, il soggetto è documentato da un titolo, Il Ponte Vecchio dopo l’acquazzone, che ben si attaglia alla versione proposta.

L’inquadratura che essa offre abbraccia totalmente uno dei luoghi topici di Firenze, dando particolare risalto alle caratteristiche architetture, riprese quando, terminata la pioggia, la folla si riversa nuovamente sui marciapiedi sostando dinanzi alle storiche botteghe degli orafi. La scena, carica di briosa vitalità, si connota per un’estrema libertà esecutiva e un tratto agile e nervoso, di tipo impressionista, frutto dell’ardita fusione tra la solida impostazione fattoriana e un audace e insolito uso del colore di timbro impressionista. Mai come in questo caso Ulvi Liegi, affidandosi alla libera fantasia, restituisce un quotidiano intriso di cultura europea.

 


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