Plinio Nomellini

Livorno 1866-Firenze 1943

Cantiere, 1904

olio su tela, cm 42×85,3; firmato e datato in basso a destra : “P. Nomellini /1904”

Storia: Pasquale Di Pietro, Firenze.

Esposizioni: Palazzo della Permanente-Museo dell’Accademia Ligustica, Plinio Nomellini, Milano-Genova, febbraio-marzo 1985, pp.144, 204, n.48. Palazzo Cucchiari, Colori e forme del lavoro. Da Signorini e Fattori a Pellizza Da Volpedo e Balla, Carrara, 16 giugno-21 ottobre 2018, p.146, n. 41.

Letteratura: G. Bruno, Plinio Nomellini, Italiana Petroli Editore, Genova, 1995, p.116, n.68.

 

Nel 1904, anno di esecuzione del quadro, la partecipazione di Nomellini alle mostre ufficiali è particolarmente intensa; nel volgere di pochi mesi è presente all’Esposizione di Palazzo Corsini a Firenze, a quella di St. Louis, oltreché alle Promotrici di Torino e Genova.

Da appena due anni il pittore ha lasciato il capoluogo ligure per trasferirsi a Torre del Lago, appartato dalla modernità e dalle distrazioni. Oltre ad essere incantato dalla solitudine e dalla bellezza selvaggia e malinconica di quel paesaggio, per la poca distanza dalla darsena di Viareggio ha l’opportunità di scoprire nuovi motivi che alternerà ad altri ispirati alla poetica pascoliana e ai soggetti a sfondo sociale. L’orchestrazione del colore variato nei registri di una tavolozza vivacissima dà luogo a una serie di tele di grande arditezza, che, nel dominio dei rossi e degli azzurri, non lasceranno indifferente l’esordiente Mario Puccini.

Di questa nuova espressività Cantiere è documento eloquente; al centro l’artista pone la possente sagoma scheletrica della barca, simbolo dell’antica cantieristica locale e, al tempo stesso, testimonianza, nella sinteticità del disegno, di un personale l’allineamento alle avanguardie europee.

 


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