Cesare Saccaggi

Tortona 1868-1934

Anime solitarie, 1921

olio su tavola, cm 65,3×80,3; firmato in basso a destra “C. Saccaggi”

Esposizioni: Esposizione Artistica Regionale Piemontese, Casale Monferrato, 1921. Palazzo Guidobono, Cesare Saccaggi tra Eros e Pan, Tortona, 13 dicembre 2008-8 marzo 2009, n.32.

Letteratura: F. Sottomano, Cesare Saccaggi. Appunti per una biografia, in catalogo della mostra, Galleria La Finestrella, Canelli, 1996. V. Basiglio (a cura di), Cesare Saccaggi. Un poliedrico pittore “internazionale” 1868-1934, in catalogo della mostra Studio d’Arte e Restauro Gabbantichità, Tortona, 2000, p.93.

 

Realizzato nel 1921, all’indomani della conclusione del primo conflitto mondiale, il dipinto rientra nel periodo in cui il pittore, risiedendo stabilmente a Tortona, è gratificato dall’agiata committenza locale, ambiziosa di farsi ritrarre da un artista oramai affermato. Questa raffinata ed eterogenea clientela ritrova perfettamente se stessa nel sontuoso e variopinto arredo del villino-studio che lo stesso Saccaggi, in linea con una visione aristocratica dell’arte, si è fatto costruire nel 1907 nella zona di Tortona denominata “Città giardino”.

Quella stessa sensibilità di pensiero e nobiltà d’ispirazione sono perfettamente trasfuse in Anime solitarie, dove il pittore, come in una pagina di un romanzo vittoriano, con grande penetrazione psicologica riesce a idealizzare i modelli nella più profonda interiorità, evocandoli in contesti pervasi da sottile malinconia. Grande risalto è dato alla natura che, avulsa dalla ricerca del pittoresco, da semplice elemento di contorno diviene l’altra protagonista del quadro. E’ per Saccaggi, il modo silenzioso e personale di affrancarsi dal clamore delle “avanguardie”, rifugiandosi in un’iconografia fatta di anime passionali che, come Paolo e Francesca, isolandosi dal mondo raggiungono una sia pur momentanea serenità.

 


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