Gemito Vincenzo (1852-1929). Biografia.

gemitookNato a Napoli il 17 luglio 1852 viene deposto nella ruota destinata ad ospitare i bambini abbandonati dai genitori. Il 30 luglio Giuseppina Baratta chiede in affidamento il piccolo Vincenzo che all’età di 9 anni inizia il suo apprendistato  nella bottega di Emanuele Caggiano dimostrando uno spiccato interesse verso la scultura. Abbandonato lo studio di Caggiano si sposta presso lo scultore Stanislao Lista iniziando, nel frattempo, a studiare la ritrattistica  presso il Museo Nazionale di Napoli. Nel 1864 viene iscritto al locale Regio delle belle arti da Giuseppina Baratta. Nella soffitta della sua abitazione Lista ospita spesso Gemito e il pittore Antonio Mancini. I due giovani si occupano di disegno dal vero esercitandosi su modelli nudi. Otto anni dopo, nel 1872,  ottiene il primo posto al concorso per il pensionato in Roma con un altorilievo definito : “Studio del vero, nudo modellato in rilievo all’altezza di un metro avente per terra Giuseppe venduto dai fratelli” (C. Lorenzetti 1952). Vincenzo si sposa con Mathilde Duffaud e apre uno studio nella zona di Capodimonte intensificando notevolmente la propria attività scultorea. A causa delle precarie condizioni di salute della moglie, trasferisce lo studio nei pressi del Museo Nazionale, partecipa poi al Salon di Parigi e all’Esposizione Nazionale delle Belle Arti di Napoli. Nel 1881, in seguito alla perdita della moglie, si sposta a Capri e, l’anno successivo, conosce Anna Cutolo, una modella che sposerà pochi mesi dopo. Nel 1883 apre la Fonderia Gemito in collaborazione con Pietro Renna, Masto Ciccio e Tommaso Celentano. Due anni dopo vince una medaglia di prima classe all’Esposizione Universale di Anversa e nasce la figlia Giuseppina. Nel 1887 le condizioni psichiche dello scultore peggiorano e viene ricoverato nella casa di cura Fleurent. E’ l’inizio di un periodo di malattia, aggravato dalla morte della seconda moglie, che lo conduce ad un esilio volontario nella sua abitazione napoletana. Si reca a Roma dove si dedica ad indagare il tema religioso e poi a Parigi per esporre le proprie opere. Nel 1929 spira per un attacco di arteriosclerosi. Le spese per il funerale vengono sostenute dal Comune di Napoli.

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